In occasione della Festa del Lavoro, Claudia Scarzanella interviene sull’approvazione del nuovo Decreto Lavoro da parte del Consiglio dei Ministri, accogliendo con favore le misure destinate a sostenere il sistema economico in un contesto internazionale particolarmente complesso. Le tensioni geopolitiche, in particolare gli effetti legati alla crisi nel Golfo, continuano infatti a pesare sulle prospettive di crescita, alimentando rincari energetici e incertezza sui mercati.
Il quadro occupazionale nel Bellunese
L’analisi parte dai dati relativi all’occupazione in provincia di Belluno. Per il 2025, il tasso di occupazione nella fascia d’età 20-64 anni si è attestato al 75,7%. Si tratta di un valore superiore di oltre otto punti percentuali rispetto alla media nazionale (67,6%) e sostanzialmente in linea con i parametri europei.
Nonostante una crescita del 3,1% nell’ultimo quinquennio, si registra una lieve flessione rispetto al picco toccato nel 2023 (76,4%). Un segnale di stabilità che, tuttavia, deve ora fare i conti con l’aumento dei costi delle materie prime e dei carburanti, fattori che rischiano di frenare la dinamicità delle aziende locali.
Le novità del Decreto: incentivi e stabilità
Scarzanella ha espresso soddisfazione per lo stanziamento di un miliardo di euro aggiuntivo destinato agli incentivi per l’assunzione di giovani e donne. Tra i punti qualificanti del provvedimento figurano:
- Il sostegno all’occupazione stabile attraverso sgravi contributivi;
- Gli incentivi per la trasformazione dei contratti da tempo determinato a tempo indeterminato;
- La centralità della contrattazione collettiva nazionale (CCNL) come argine al dumping contrattuale.
«Accogliamo positivamente il rafforzamento degli incentivi», ha dichiarato Scarzanella, sottolineando come la contrattazione di qualità sia un elemento fondamentale per garantire equità e contrastare la concorrenza sleale.
Le richieste del mondo produttivo
Nonostante il giudizio positivo, restano alcune criticità legate all’applicazione delle norme. Per le piccole e medie imprese del territorio, la frammentarietà delle misure rischia di diventare un ostacolo burocratico.
L’auspicio è che si possa passare da interventi d’urgenza a una programmazione di lungo periodo, permettendo agli imprenditori di pianificare gli investimenti con maggiore serenità. Infine, viene ribadita l’importanza di non introdurre eccessive rigidità legislative che potrebbero limitare l’autonomia negoziale delle parti sociali durante i rinnovi contrattuali.




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