Una giornata dedicata alla riflessione, alla memoria e, soprattutto, alla prevenzione. Le celebrazioni del Primo Maggio a Sedico, organizzate dalla sezione provinciale dell’Anmil (Associazione Nazionale fra Lavoratori Mutilati e Invalidi del Lavoro), hanno acceso i riflettori sulla necessità di una cultura della sicurezza che sia prassi quotidiana e non solo un obbligo burocratico.
Istituzioni e prevenzione: i dati del territorio
Alla cerimonia hanno partecipato i vertici provinciali dell’Anmil, i rappresentanti dello Spisal di Belluno e diverse amministrazioni comunali. Significativa anche la presenza dell’Associazione Bellunesi nel Mondo, rappresentata dal consigliere Gioia Sacchet, a testimonianza del legame profondo tra il mondo del lavoro e la storia sociale del territorio.
Nel corso del suo intervento ufficiale , il Sindaco di Sedico ha richiamato i principi costituzionali, definendo il lavoro come l’architrave dell’identità nazionale e un atto di libertà. Tuttavia, il discorso non ha tralasciato la “cruda realtà dei fatti” riguardo alla piaga delle morti bianche:
- In Veneto: nell’ultimo anno la regione ha registrato oltre 100 infortuni mortali, confermandosi ai vertici delle classifiche nazionali.
- In Provincia di Belluno: la fragilità territoriale e la tipologia di attività (settore boschivo, edilizia e infrastrutture) espongono i cittadini a rischi elevati , rendendo la media degli infortuni gravi un “monito costante”.
“Ogni numero in queste statistiche non è un dato freddo, ma una vita spezzata” , ha dichiarato il primo cittadino, sottolineando come la sicurezza sia fondamentale per proteggere non solo il lavoratore, ma l’intero nucleo familiare dall’angoscia del “patema del rientro”.
Oltre il dovere: inclusione e solidarietà
Dopo la cerimonia istituzionale, è stata presentata la realtà dell’Assi (Associazione Sportiva Sociale Invalidi), associazione che testimonia l’importanza dello sport come strumento di emancipazione e inclusione per chi ha subito infortuni.
Il Sindaco ha inoltre lanciato un appello per un rinnovato equilibrio tra diritti e doveri, citando l’Articolo 4 della Costituzione : il lavoro è un diritto, ma anche un dovere attraverso cui ognuno concorre al progresso della società. In un’epoca segnata da transizioni ecologiche e intelligenza artificiale, le istituzioni sono chiamate a garantire che il progresso non crei nuove marginalità.
Conclusione conviviale
La manifestazione si è chiusa con un momento di condivisione e solidarietà comunitaria grazie al rinfresco organizzato dal locale gruppo dell’Associazione Nazionale Alpini (Ana). Un gesto che ha sigillato una giornata dedicata alla responsabilità collettiva e all’impegno etico che il lavoro comporta.




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