La Regione Veneto prosegue nel percorso di riordino territoriale e riduzione della frammentazione istituzionale con l’approvazione di un nuovo provvedimento che stanzia 80 mila euro per il finanziamento degli studi di fattibilità volti a nuove fusioni di Comuni e alla costituzione di nuove Unioni montane.
L’annuncio è giunto dall’assessore regionale agli Enti Locali, Marco Zecchinato (nella foto), che ha contestualmente comunicato l’apertura dei termini per la presentazione delle domande. I Comuni interessati avranno tempo fino al 31 luglio 2026 per inoltrare la richiesta di contributo.
Zecchinato: “Una necessità per generare economie di scala”
L’intervento regionale mira a fornire agli amministratori locali strumenti di analisi strategica per rafforzare la capacità amministrativa dei territori, puntando al contempo sul mantenimento delle identità locali. L’assessore Zecchinato ha sottolineato come la questione sia cruciale per l’efficienza dei servizi pubblici: “In Veneto contiamo 130 Comuni sotto i 10.000 abitanti che rischiano di non poter più garantire servizi adeguati ai cittadini a causa di criticità strutturali e vincoli di spesa”.
In questo contesto, la riorganizzazione dimensionale diventa centrale: “La fusione non è solo una scelta organizzativa: è una necessità per generare economie di scala e garantire una maggiore rappresentatività ai territori”, ha chiarito l’assessore. I finanziamenti previsti dal bando andranno a coprire analisi rigorose, che includeranno anche strumenti di coinvolgimento diretto della popolazione, come sondaggi di opinione.
Priorità alle fusioni e focus sulle aree montane
Nel riparto delle risorse economiche, l’Amministrazione regionale ha definito criteri di priorità. I progetti che prevedono la fusione di enti comunali avranno la precedenza rispetto ad altre forme associative.
Una particolare attenzione è riservata alle aree montane, considerate zone strategiche in questo processo di razionalizzazione. L’obiettivo dichiarato dalla Regione è estendere a questi territori i modelli di efficientamento già avviati nel Bellunese. Con queste misure, si punta a creare enti territoriali più solidi, capaci di attrarre investimenti e garantire servizi d’eccellenza alla cittadinanza.




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