Il rincaro dei costi energetici e del carburante mette a rischio la tenuta del sistema produttivo e logistico, con riflessi immediati sulle aree montane. In occasione del Consiglio europeo in programma a Nicosia il 23 e 24 aprile, Lorraine Berton e Christian Da Canal di Confindustria Belluno Dolomiti hanno delineato le misure urgenti necessarie per evitare il blocco totale delle attività.
Le richieste alle Istituzioni: deroghe e liquidità immediata
Secondo Lorraine Berton, presidente di Confindustria Belluno Dolomiti, l’attuale scenario configura uno “shock di sistema” che richiede interventi strutturali non più rinviabili:
- Deroga al Patto di Stabilità: viene chiesta la sospensione del vincolo del 3% sul deficit per garantire la liquidità necessaria a supportare imprese e famiglie.
- Sospensione del meccanismo ETS: il sistema di scambio delle quote di emissione è identificato come un fattore che penalizza ingiustamente le imprese sul fronte energetico.
- Salvaguardia della competitività: l’obiettivo è interrompere una spirale inflattiva che sta colpendo l’intera filiera, aumentando i costi di produzione e i prezzi finali.
Il settore dell’autotrasporto: il rischio di un fermo forzato
La situazione è particolarmente critica per il comparto dei trasporti, dove le spese energetiche incidono ormai per il 30-35% del totale dei costi aziendali. Christian Da Canal, presidente della sezione Trasporti, sottolinea come la complessità logistica delle zone montane aggravi ulteriormente la situazione.
Le criticità principali evidenziate includono:
- Inefficacia del taglio delle accise: la misura è considerata insufficiente e, per paradosso, dannosa per l’autotrasporto professionale.
- Sbilanciamento finanziario: a fronte di rincari immediati del gasolio, stabilmente sopra i 2 euro al litro, i pagamenti dei clienti restano dilazionati a 30, 60 o 90 giorni.
- Vulnerabilità del sistema: i dati Istat confermano che il 92,1% delle merci viaggia su gomma, rendendo l’economia nazionale estremamente esposta ai rincari del carburante.
Le soluzioni proposte: clausola di adeguamento e compensazioni
Per scongiurare il fermo dei mezzi annunciato da diverse sigle per la fine di maggio, Confindustria sollecita l’applicazione della cosiddetta “fuel surcharge” o clausola di adeguamento. Questo meccanismo, già previsto dalla legge ma ancora poco diffuso, prevede l’aggiornamento automatico delle tariffe qualora il costo del carburante ecceda la soglia del 2%.
Oltre alla clausola, si richiedono compensazioni incisive e un intervento urgente del Governo per recuperare quanto perso a seguito del taglio delle accise. Senza queste misure, il blocco dei mezzi non sarà una scelta deliberata, ma una conseguenza inevitabile dell’impossibilità di sostenere i costi operativi.



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