Allarme smishing a Belluno: l’Ulss avverte contro le truffe dei finti messaggi sanitari

Redazione | 10 aprile 2026 alle 20:01 | 0 commenti

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L’Azienda Sanitaria segnala una campagna di SMS fraudolenti che invitano i cittadini a contattare numeri a pagamento per prenotazioni o vaccini. L’invito è alla massima prudenza: le strutture pubbliche non utilizzano mai numerazioni con prefisso 89.

In data 10 aprile 2026, l’Ulss 1 Dolomiti ha diramato un’allerta riguardante una pericolosa ondata di tentativi di truffa tramite SMS, nota tecnicamente come smishing. Questi messaggi ingannevoli sfruttano indebitamente il nome e la credibilità delle istituzioni sanitarie pubbliche per indurre i cittadini in errore. La tecnica utilizzata prevede l’invio di comunicazioni che sollecitano l’utente a chiamare numeri telefonici a pagamento, spesso caratterizzati dal prefisso 89, adducendo presunte necessità legate a prenotazioni presso il Centro Unico di Prenotazione (CUP), comunicazioni del Centro Vaccinale o altri servizi sanitari.

L’obiettivo dei truffatori è prettamente economico: spingere le persone a effettuare la chiamata verso queste numerazioni speciali per erodere rapidamente il loro credito telefonico, trasferendo i costi dell’utente direttamente ai gestori della truffa. A tal proposito, l’Azienda Sanitaria ha ribadito con fermezza che le ULSS non utilizzano in alcun caso numeri a pagamento 89 per le proprie comunicazioni istituzionali o per i richiami riguardanti le prenotazioni dei pazienti.

Qualora un cittadino dovesse ricevere un SMS con tali caratteristiche, la raccomandazione principale è quella di ignorare il testo e, soprattutto, di non chiamare assolutamente il numero indicato. Per contrastare il fenomeno e permettere alle autorità competenti di intervenire, l’Azienda chiede la collaborazione degli utenti: è importante inoltrare una copia del messaggio sospetto, preferibilmente tramite uno screenshot, all’indirizzo di posta elettronica dell’Ufficio Relazioni con il Pubblico (urp@aulss1.veneto.it).

L’impegno dell’Azienda Sanitaria rimane quello di proteggere la cittadinanza non solo dal punto di vista medico, ma anche contro chi tenta di sfruttare la fiducia nel Servizio Sanitario Regionale per fini illeciti.

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