Passo avanti decisivo per la tutela dei prodotti da forno artigianali. La Commissione Industria del Senato ha approvato mercoledì il disegno di legge sulla disciplina della produzione e della vendita del pane, una norma attesa da tempo che punta a fare chiarezza sulla distinzione tra pane fresco e prodotto precotto o surgelato.
Il provvedimento, che ha superato il confronto con le normative dell’Unione Europea e ha trovato una sintesi bipartisan in Commissione, attende ora l’ultimo parere della Commissione Bilancio prima della definitiva approvazione.
La tutela dei panificatori bellunesi
La nuova normativa ha un impatto diretto sull’economia locale della provincia di Belluno, dove operano circa 70 imprese artigiane di panificazione che danno lavoro a oltre 400 addetti.
“È una questione di chiarezza nei confronti dei consumatori e di giustizia per i panificatori artigiani”, ha commentato Michele Basso, direttore di Confartigianato Imprese Belluno. “Le nostre imprese vedranno finalmente riconosciuta la specificità del loro prodotto rispetto a quello industriale”.
La presidente di Confartigianato Belluno, Claudia Scarzanella, ha espresso gratitudine al presidente della Commissione, il senatore Luca De Carlo, per aver trovato un equilibrio tra le tradizioni produttive italiane e le regole del mercato unico, evitando al contempo di gravare i piccoli fornai con eccessiva burocrazia.
Cosa cambia con la nuova legge
Il DDL stabilisce criteri rigorosi per l’utilizzo della dicitura “pane fresco”. Ecco i punti principali della riforma:
- Definizione di pane fresco: potrà essere definito tale solo il pane realizzato tramite un processo produttivo continuo, privo di interruzioni per congelamento o surgelazione e venduto entro tempi brevi dalla cottura.
- Differenziazione sugli scaffali: nei punti vendita e nei supermercati, il pane fresco e quello decongelato dovranno essere esposti su scaffali distinti e chiaramente identificabili.
- Sanzioni e frodi: l’uso improprio della denominazione “fresco” per prodotti precotti o surgelati sarà equiparato a una frode. Le sanzioni saranno severe e potranno arrivare fino alla sospensione della licenza commerciale.
Una vittoria per la trasparenza
Secondo Confartigianato, la legge rappresenta un traguardo fondamentale per il diritto all’informazione del cittadino. “Si sta profilando una vittoria per i consumatori, che finalmente sapranno con certezza cosa portano in tavola”, conclude Basso.
L’auspicio dell’associazione è ora rivolto a una rapida conclusione dell’iter legislativo, per garantire al settore della panificazione un quadro normativo certo che premi la qualità , la trasparenza e la tradizione artigianale.
«Si tratta di una normativa molto importate – conclude Cristiano Gaggion, presidente di Confartigianato alimentazione – perché restituisce valore al pane artigianale e garantisce ai consumatori un’informazione corretta. Finalmente si fa chiartezza in un mercato dove, troppo spesso, le differenze non erano evidenti»,




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