Montagna, svolta per gli impianti a fune: meno burocrazia e più liquidità per le imprese

Redazione | 06 aprile 2026 alle 10:58 | 0 commenti

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Il Bilancio regionale del Veneto, recentemente approvato, introduce una riforma attesa da quasi vent’anni per il settore dell’impiantistica montana. La novità principale riguarda la gestione delle garanzie finanziarie per il ripristino dei luoghi, una misura che promette di sbloccare milioni di euro a favore dello sviluppo e dell’innovazione tecnologica.

La riforma delle fideiussioni: cosa cambia per i gestori

Fino ad oggi, gli operatori degli impianti a fune e di innevamento erano obbligati a sottoscrivere fideiussioni molto onerose presso le Province. Questi capitali rimanevano immobilizzati, impedendo alle imprese di reinvestire in sicurezza e ammodernamento.

L’assessore alla montagna, Dario Bond, ha annunciato il passaggio della gestione a Veneto Innovazione. Il nuovo meccanismo prevede:

  • Versamenti proporzionati: Sostituzione delle vecchie fideiussioni con versamenti più sostenibili in un Fondo di rotazione dedicato.
  • Sblocco della liquidità: Le risorse precedentemente “congelate” tornano nella disponibilità degli impiantisti.
  • Tutela ambientale garantita: Il Fondo assicura la copertura economica necessaria per l’eventuale ripristino dei siti in caso di dismissione delle infrastrutture.

«Rendiamo finalmente più efficiente e moderno il sistema di garanzie — ha dichiarato Bond — favorendo la competitività delle nostre imprese senza rinunciare alla tutela del territorio».

Agricoltura e territorio: i principali stanziamenti

Il Bilancio regionale non si ferma agli impianti di risalita, ma destina risorse consistenti a tutto il comparto primario e alla gestione del territorio.

Sostegno alla montagna e ai Consorzi

Oltre al nuovo Fondo per la montagna (1 milione di euro) e ai 30 milioni per i LEA nelle terre alte, sono previsti:

  • 3,9 milioni di euro ai Consorzi di bonifica per i costi del carburante e il ristoro danni.
  • 1,2 milioni di euro destinati al miglioramento genetico delle razze animali.

Pesca, Fauna e Ambiente

Particolare attenzione è stata rivolta alla vivificazione delle lagune e alla gestione delle emergenze ambientali:

  • 2,5 milioni di euro per pesca e acquacoltura (inclusi fondi per la lotta al pesce siluro nel Garda).
  • 1,3 milioni di euro per il Tavolo avversità pesca.
  • 1,1 milioni di euro per i danni causati dalla fauna selvatica e 500 mila euro per l’eradicazione della nutria.
InterventoFondi Stanziati
Consorzi di bonifica€ 3.900.000
Pesca e Acquacoltura€ 2.555.000
Miglioramento genetico€ 1.200.000
Danni da fauna selvatica€ 1.115.000
Fondo Montagna€ 1.000.000

Questa manovra punta a semplificare il rapporto tra pubblica amministrazione e imprese, fornendo ossigeno finanziario a settori strategici per l’economia veneta e la salvaguardia dell’ambiente montano e lagunare.

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