Dalla terra di Capaci a Belluno: l’olio della memoria consegnato alla Diocesi per i riti pasquali

Redazione | 04 aprile 2026 alle 11:58 | 0 commenti

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Un simbolo di legalità e rinascita che unisce la Sicilia alle Dolomiti nel segno della memoria. Nella giornata di mercoledì 1° aprile, il Questore di Belluno, Roberto Della Rocca, si è recato presso il Vescovado per consegnare a Monsignor Renato Marangoni, Vescovo della Diocesi di Belluno-Feltre, una confezione dell’“Olio di Capaci”.

Il valore del simbolo: dal sangue alla vita

L’iniziativa, promossa dall’associazione “Quarto Savona 15”, trae origine dai tragici eventi del 23 maggio 1992, quando l’attentato mafioso di Capaci costò la vita al giudice Giovanni Falcone, alla moglie Francesca Morvillo e agli agenti della scorta Antonio Montinaro, Rocco Dicillo e Vito Schifani.

Proprio a pochi passi dal luogo della strage, per volontà di Tina Martinez Montinaro, vedova del caposcorta, è nato il “Giardino della Memoria”. In questo luogo, ogni albero di ulivo è dedicato a una vittima innocente della mafia. È proprio da queste piante, cresciute su una terra segnata dal sacrificio dei giusti, che viene ricavato l’olio inviato in questi giorni a tutte le Diocesi italiane.

L’olio nei sacramenti: un percorso di rinascita

L’olio donato alla Chiesa bellunese assume un significato spirituale profondo in vista delle celebrazioni pasquali:

  • Consacrazione: Il prodotto sarà consacrato durante la messa del Giovedì Santo.
  • Utilizzo: Una volta divenuto Sacro Crisma, l’olio sarà impiegato nel corso dell’anno per l’amministrazione dei Sacramenti all’interno della Diocesi.

Il gesto della Questura e dell’associazione “Quarto Savona 15” (sigla radio della scorta di Falcone) punta a trasformare il ricordo di una tragedia in un messaggio di speranza e giustizia sociale che si rinnova attraverso i riti della Pasqua.

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