Un faro nel buio del capoluogo: il campanile di Belluno si riaccende per la Pasqua

Redazione | 29 marzo 2026 alle 18:10 | 0 commenti

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Dopo lo spegnimento avvenuto al termine del periodo natalizio, il campanile del Duomo di Belluno torna a illuminare il profilo della Val Belluna. Questa riaccensione, prevista per la durata delle festività pasquali, ha riaperto il dibattito sulla valorizzazione dei simboli identitari del capoluogo e sul decoro notturno della città.

La proposta di Vivaio Dolomiti

Sul tema è intervenuta l’associazione Vivaio Dolomiti, che ha espresso ufficialmente la propria disponibilità a farsi carico dei costi energetici necessari per mantenere il monumento illuminato durante tutto l’anno. Secondo l’associazione, il campanile non rappresenta solo un bene architettonico, ma un punto di riferimento fondamentale per la comunità.

«Riteniamo il campanile un simbolo e un segnale come i fari nel mare in burrasca, un piccolo ma importante segnale in un capoluogo ormai cupo», spiegano i rappresentanti di Vivaio Dolomiti. L’obiettivo dichiarato è quello di sottrarre il centro storico a una percezione di scarsa vitalità, restituendo centralità visiva ai suoi elementi architettonici più significativi.

Il confronto sulla gestione della luce urbana

L’intervento dell’associazione solleva una questione più ampia legata all’illuminazione pubblica. Nel comunicato viene evidenziata una disparità tra Belluno e altre realtà che puntano con maggiore decisione sulla valorizzazione dei propri monumenti. La critica non si ferma al Duomo, ma si estende alla gestione complessiva di strade e piazze che, nelle ore notturne, risulterebbero meno illuminate rispetto al potenziale del centro cittadino.

Verso un accordo di programma

Per rendere strutturale l’illuminazione del campanile, l’associazione si dice pronta a formalizzare un impegno concreto. «Siamo disponibili a firmare un accordo di programma con l’amministrazione comunale per sostenere la spesa», affermano da Vivaio Dolomiti.

Tuttavia, l’iter burocratico potrebbe richiedere il coinvolgimento diretto della Curia o della parrocchia del Duomo, proprietarie del bene. In attesa di una risposta dalle istituzioni, la luce resterà accesa per alcuni giorni a segnare le notti del tempo di Pasqua, offrendo un assaggio di quella che l’associazione spera diventi una condizione permanente per la città.

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