Caro gasolio e crisi logistica: l’allarme degli autotrasportatori bellunesi

Redazione | 26 marzo 2026 alle 23:29 | 0 commenti

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Il settore dell’autotrasporto in provincia di Belluno attraversa una fase di profonda tensione a causa dell’impennata dei costi del carburante. La preoccupazione riguarda un comparto che conta oltre 180 imprese artigiane — tra cui operatori di autobus, NCC, taxi e trasporto merci — e che impiega complessivamente più di 500 lavoratori.

L’appello per misure straordinarie

Secondo Daniele De Bona (nella foto), presidente degli autotrasportatori di Confartigianato Imprese Belluno, la situazione attuale richiede interventi immediati da parte del Governo e dell’Unione Europea per evitare il collasso delle imprese e, di riflesso, dell’intera economia nazionale. Le aziende del territorio, già colpite da una significativa crisi di liquidità, si trovano oggi a dover gestire costi del gasolio ritenuti insostenibili.

Nonostante il recente decreto Carburanti, Confartigianato Trasporti considera le misure adottate finora insufficienti e prive di risultati tangibili. Le priorità indicate dall’associazione includono il rinvio dei versamenti fiscali e previdenziali e l’attivazione immediata del credito d’imposta relativo al rimborso delle accise.

Speculazione e strategie di difesa

De Bona ha inoltre evidenziato come il fenomeno della speculazione stia gravando pesantemente sui bilanci aziendali. In molti casi, i trasportatori tentano di mitigare le perdite applicando la “fuel surcharge” — una percentuale variabile aggiunta al costo del servizio per compensare i rincari — ma tale strumento non appare sufficiente a risolvere la carenza di liquidità o a coprire interamente l’aumento dei costi vivi.

Per fronteggiare l’emergenza, l’associazione propone decisioni coraggiose a livello comunitario, come la sospensione temporanea del Patto di stabilità e l’applicazione di clausole di salvaguardia. Tali provvedimenti permetterebbero agli Stati membri di intervenire in modo rapido ed efficace, prevenendo il rischio di proteste di settore.

Le ripercussioni sul sistema economico

Sulla questione è intervenuta anche Claudia Scarzanella, presidente di Confartigianato Imprese Belluno, sottolineando come il trasporto sia un settore trainante non solo per l’economia, ma per la vita quotidiana delle comunità. Un eventuale blocco del sistema logistico, o il trasferimento a cascata dei costi di trasporto sugli altri settori, avrebbe conseguenze deleterie per l’intero tessuto produttivo e per i consumatori finali.

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