Neve e gelo artico: scatta l’allerta gialla per Dolomiti e Prealpi

Redazione | 25 marzo 2026 alle 22:47 | 0 commenti

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Il progressivo deterioramento delle condizioni meteorologiche ha spinto la Protezione Civile del Veneto a dichiarare lo stato di attenzione (allerta gialla) su gran parte dell’area montana regionale. A partire dalle ore 21:00 di oggi, mercoledì 25 marzo, il sistema regionale di monitoraggio sarà in fase operativa di massima prontezza per fronteggiare un’irruzione di aria artica che colpirà il territorio nelle prossime ore.

L’arrivo della saccatura atlantica

Il bollettino del Meteo regionale segnala l’ingresso di una vasta saccatura proveniente dal Nord Atlantico. Questa perturbazione sta convogliando masse d’aria molto fredda di origine polare verso l’arco alpino, determinando un brusco calo delle temperature e un sensibile rinforzo dei venti da nord a tutte le quote.

I fenomeni più intensi sono attesi tra la serata odierna e la notte di giovedì 26 marzo. In particolare, si prevedono:

  • Nevicate a bassa quota: i fiocchi potrebbero spingersi sensibilmente verso i fondovalle.
  • Tormente di neve: attesi fenomeni di bufala e forte vento su tutti i passi dolomitici e sulla fascia prealpina.
  • Crollo termico: le temperature si porteranno su valori tipicamente invernali nel giro di poche ore.

Zone in allerta e disposizioni della Protezione Civile

Il Centro Funzionale Decentrato della Regione Veneto ha circoscritto la fase di attenzione per il territorio antropizzato delle zone:

  1. MONT-1 (Dolomiti)
  2. MONT-2 (Prealpi venete)

L’obiettivo del provvedimento è garantire un monitoraggio costante e una risposta immediata da parte delle squadre di soccorso e manutenzione stradale in caso di criticità legate agli accumuli nevosi o alle forti raffiche di vento.

Raccomandazioni alla cittadinanza

In vista delle tormente previste sui passi montani, si raccomanda la massima prudenza negli spostamenti. È fondamentale verificare la presenza a bordo di dotazioni invernali (catene o pneumatici da neve) e prestare particolare attenzione alla possibile formazione di ghiaccio al suolo, favorita dal calo termico previsto durante le ore notturne.

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