La Giunta regionale del Veneto ha dato il via libera al “Piano facoltativo di eradicazione della Rinotracheite Bovina Infettiva (IBR)” per la provincia di Belluno per l’anno 2026. Il provvedimento mira a consolidare gli ottimi risultati ottenuti nel 2025 e a traghettare il comparto zootecnico bellunese verso lo status di territorio indenne.
Cos’è l’IBR e i numeri del successo bellunese
La Rinotracheite bovina infettiva è una patologia virale che incide pesantemente sulla produttività degli allevamenti, causando problemi respiratori, cali nella produzione di latte e disturbi riproduttivi.
I dati del 2025 confermano l’efficacia delle misure intraprese: su 318 allevamenti da latte della provincia, ben 265 aziende hanno aderito al piano, con appena quattro casi di positività riscontrati.
Le misure del piano: controlli gratuiti e prevenzione
Il nuovo programma per il 2026 si rivolge agli allevamenti da riproduzione su base volontaria. I punti cardine includono:
- Monitoraggio costante: Esecuzione di prelievi di sangue o analisi del latte effettuati dai veterinari dell’Ulss 1 Dolomiti.
- Costi zero per l’allevatore: Tutte le attività di campionamento e analisi sono a carico della sanità regionale.
- Qualifica di “Indenne”: Lo status viene riconosciuto alle stalle senza casi di IBR negli ultimi 12 mesi e senza vaccinazioni nel biennio precedente.
- Sicurezza nelle movimentazioni: Regole rigide per l’introduzione di nuovi capi (quarantena e test) e per l’utilizzo di materiale germinale certificato.
Focus sugli alpeggi e competitività
Un’attenzione particolare è riservata alla gestione delle malghe. Gli animali destinati al pascolo estivo in aree ad alto standard sanitario (come Trentino-Alto Adige o Friuli Venezia Giulia) saranno sottoposti a controlli preventivi per evitare limitazioni agli spostamenti e garantire la convivenza sicura tra diverse mandrie.
Il commento degli Assessori Gerosa e Bond
«Proseguiamo un percorso che tutela l’economia agricola della montagna veneta», ha dichiarato l’assessore alla Sanità Gino Gerosa, sottolineando come standard sanitari elevati facilitino gli scambi commerciali.
L’assessore alla Montagna Dario Bond ha invece evidenziato il valore sociale dell’iniziativa: «Garantire la sicurezza sanitaria è fondamentale per il futuro degli alpeggi bellunesi, assicurando ai nostri allevatori le stesse opportunità di mercato dei territori confinanti».
Le analisi di laboratorio saranno affidate, come di consueto, all’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie.




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