Quarantotto milioni di euro di canoni idrici. Li rivendica la Provincia di Belluno, chiedendo a Enel il versamento delle annualità 2023, 2024 e 2025 della quota variabile collegata alle derivazioni elettriche e allo sfruttamento irriguo sul territorio. Sedici milioni l’anno, che finora l’Ente Nazionale per l’Energia Elettrica non ha corrisposto, contestando la legge regionale che prevede il versamento e impugnando le ingiunzioni di pagamento partite da Palazzo Piloni.
Lo stesso Enel, si è opposto anche al pagamento della “monetizzazione degli extracanoni”, ossia la quota di energia gratuita che spetterebbe per legge ai territori di produzione idroelettrica; quota da circa otto milioni l’anno, destinati a sociale e case di riposo.




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