Chi ci viene chiesto di essere prima di scegliere chi diventare: il confronto di Bianca Arrighini e Livia Viganò sul ruolo delle donne nel lavoro

Valentina Damin | 16 marzo 2026 alle 16:57 | 0 commenti

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Il tema delle aspettative sociali che influenzano le scelte di studio e di carriera delle nuove generazioni è al centro dell’incontro “Chi ci viene chiesto di essere, prima ancora di scegliere chi diventare?”, in programma giovedì 26 marzo 2026. Il dibattito è guidato da Bianca Arrighini e Livia Viganò, fondatrici della media company Factanza Media.

L’appuntamento è rivolto a studentesse e studenti delle scuole secondarie di secondo grado e propone una riflessione sul ruolo della donna nel mondo del lavoro, partendo da una domanda centrale: quanto le aspettative sociali incidono sulle scelte individuali prima ancora che queste vengano formulate.

Aspettative e stereotipi già tra i banchi di scuola

Il confronto esplora le aspettative spesso invisibili che accompagnano molte ragazze fin dall’età scolastica. Tra queste vi sono la percezione di non essere portate per alcune materie, la mancanza di modelli di riferimento e la diffusione di stereotipi che associano competenze tecniche e leadership a caratteristiche tradizionalmente maschili.

Questi fattori possono influenzare non solo l’autostima ma anche i percorsi formativi e professionali, incidendo sull’accesso delle ragazze ad ambiti come quelli STEM.

L’incontro invita però anche i ragazzi a riflettere su come gli stessi stereotipi condizionino il loro modo di interpretare il lavoro, il successo, la competizione e il rapporto con il potere e la leadership. Comprendere questi meccanismi significa interrogarsi sul ruolo che ciascuno può avere nel riprodurre o trasformare le disuguaglianze.

Un dialogo per mettere in discussione i ruoli tradizionali

Attraverso un dialogo aperto, Arrighini e Viganò mettono in discussione l’idea che esistano professioni “da uomo” e professioni “da donna”. Il confronto evidenzia come molte disuguaglianze nel lavoro abbiano origine già nel periodo scolastico, nelle aspettative implicite o esplicite di adulti, contesto sociale e istituzioni.

Il dibattito unisce una riflessione critica sugli stereotipi del sistema del lavoro a considerazioni più personali sul valore individuale, sulla performance e sulla possibilità di costruire il proprio percorso senza sentirsi fuori posto.

L’obiettivo è offrire strumenti di consapevolezza che aiutino le nuove generazioni a riconoscere i condizionamenti culturali che possono influenzare le loro scelte e a immaginare il futuro formativo e professionale in modo più libero ed equo.

Il festival e il progetto europeo per le pari opportunità

L’incontro rientra nel festival You and Me: We, inserito nel progetto europeo EQUALIT-À. L’iniziativa mira a sensibilizzare la cittadinanza sul tema della parità di genere e sullo sviluppo dei territori.

Gli esiti dei diversi incontri confluiranno in una pubblicazione finale destinata a rimanere come risorsa per la comunità transfrontaliera.

Il progetto EQUALIT-À fa parte del programma INTERREG Italia – Austria, cofinanziato dall’Unione Europea. L’iniziativa è guidata dal GAL Prealpi e Dolomiti e punta a costruire una rete transfrontaliera tra Italia e Austria per promuovere una cultura dell’equità e una governance condivisa delle pari opportunità nei territori coinvolti.

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