Nella cornice storica di Palazzo Mazzolà, a Longarone, nella mattinata di mercoledì 4 marzo 2025 è stata messa a dimora una talea dell’Albero di Falcone, il ficus che cresce davanti all’abitazione del magistrato Giovanni Falcone in via Notarbartolo a Palermo. Un gesto dal forte valore simbolico, che unisce memoria, responsabilità istituzionale e impegno educativo.
La consegna della talea e la partecipazione istituzionale
La piantumazione è avvenuta alla presenza del tenente colonnello Elisabetta Tropea, comandante del Reparto Carabinieri Biodiversità di Belluno, e del maresciallo capo Soffiatti, che hanno consegnato la talea al Comune di Longarone. A riceverla, il sindaco Roberto Padrin, il vicesindaco Livio Saccher, gli assessori Elena De Bona e Francesco Croce e il consigliere alla Pubblica Sicurezza Ludovico Tabacchi.
L’iniziativa ha rappresentato un momento di partecipazione condivisa, in cui istituzioni locali e forze dell’ordine hanno ribadito l’importanza della memoria attiva come strumento di educazione civica.
Il significato dell’Albero di Falcone
Il ficus da cui proviene la talea è diventato, nel tempo, un luogo spontaneo di raccoglimento e testimonianza. Dopo la Strage di Capaci del 23 maggio 1992, in cui persero la vita Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli agenti della scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro, l’albero è stato ricoperto da messaggi, fiori e segni di gratitudine da parte dei cittadini.
Portarne una talea a Longarone significa trasferire un simbolo nazionale di legalità e impegno civile, rendendolo parte integrante della comunità locale.
Le parole delle istituzioni
Durante la cerimonia, il consigliere Tabacchi ha ricordato una delle frasi più note di Falcone: “Gli uomini passano, le idee restano. Restano le loro tensioni morali e continueranno a camminare sulle gambe di altri uomini.” Un richiamo alla continuità dei valori e alla responsabilità collettiva nel difendere la giustizia.
Tabacchi ha sottolineato come la lotta alla mafia non si sia basata solo sul coraggio delle forze dell’ordine, ma anche sulla diffusione della cultura della legalità, soprattutto tra i giovani. Un percorso che passa attraverso gesti concreti e simbolici, capaci di mantenere viva la memoria delle vittime e dei loro ideali.
Un impegno che guarda al futuro
La messa a dimora della talea non è solo un atto commemorativo, ma un investimento culturale. L’albero diventa un presidio di memoria e un invito a custodire i valori di giustizia, legalità e coraggio che Falcone, Morvillo e gli agenti della scorta hanno incarnato.
Nel giardino di Palazzo Mazzolà, la nuova pianta rappresenterà un punto di riferimento per studenti, cittadini e istituzioni, un luogo dove riflettere sul significato della memoria e sul ruolo di ciascuno nella costruzione di una società più consapevole.




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