Addio al professor Mario Sintich, maestro di cultura e testimone del Novecento

Redazione | 04 marzo 2026 alle 17:54 | 0 commenti

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Si è spento lunedì 2 marzo a Padova, nella casa della figlia, il professor Mario Sintich, originario di Sospirolo e figura di grande rilievo nel panorama culturale italiano e internazionale. Aveva compiuto cento anni l’11 novembre 2025, mantenendo fino agli ultimi giorni una lucidità e una brillantezza intellettuale che lo hanno accompagnato per tutta la vita.

Nato a Dragosetti, piccolo borgo dell’isola di Cherso, nell’Istria allora italiana, Sintich visse in prima persona le drammatiche vicende del secondo dopoguerra. Nel 1945, non ancora ventenne, riuscì a fuggire dalla prigione grazie alla complicità del custode, sottraendosi così al destino delle Foibe, che travolse molti giovani della sua terra.

Una vita dedicata allo studio e all’insegnamento

Erudito, poliglotta, appassionato di lettere classiche e filosofia, Sintich ha lasciato un segno profondo anche nella comunità bellunese. A Belluno fu insegnante di lettere all’Istituto Tecnico Economico Pier Fortunato Calvi (oggi Calvi-Dolomieu) e docente di greco e latino al Liceo Classico Tiziano (oggi Galilei-Tiziano). Generazioni di studenti lo ricordano per la sua preparazione, il rigore e la capacità di trasmettere l’amore per il sapere.

Un protagonista della diplomazia culturale italiana

La sua carriera lo portò poi a ricoprire ruoli di primo piano nella rete degli Istituti Italiani di Cultura, prestigiosa emanazione del Ministero degli Affari Esteri. Fu direttore e, in alcuni casi, fondatore di numerosi istituti all’estero, contribuendo alla diffusione della cultura italiana nel mondo.

Tra gli incarichi più significativi:

  • Rifondatore e direttore dell’Istituto Italiano di Cultura di Belgrado (1966-1969)
  • Direttore dell’Istituto Italiano di Cultura de La Valletta, a Malta (1982-1985)
  • Fondatore e direttore dell’Istituto Italiano di Cultura di Zagabria, allora filiale di Belgrado (1988-1991)

Il suo lavoro lo portò a intrecciare rapporti con alcune delle personalità più importanti della cultura italiana del Novecento: Leonardo Sciascia, Umberto Eco, Gesualdo Bufalino, Uto Ughi, solo per citarne alcuni. Un tessuto di relazioni che testimonia la sua vivacità intellettuale e la sua capacità di dialogo.

Una lunga vita, lucida fino all’ultimo

Il professor Sintich ha attraversato un secolo di storia, portando con sé un patrimonio di esperienze, studi e incontri che lo hanno reso un punto di riferimento per chi lo ha conosciuto. È rimasto lucido e brillante fino alla fine di febbraio 2026, continuando a leggere, riflettere e confrontarsi con il mondo che cambiava.

La sua scomparsa lascia un vuoto profondo nella comunità culturale e in quanti, negli anni, hanno avuto la fortuna di incontrarlo come docente, collega o amico.

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