È ambientato tra Feltre e altri luoghi del Bellunese il romanzo “1943 – La libertà che resta” di Bruno Fontana, pubblicato il 13 febbraio 2026 e composto da 261 pagine. L’opera segue le vicende del maresciallo Montalto e della sua famiglia, attraversando buona parte del Novecento italiano.
La narrazione ha inizio nel 1943, in un territorio segnato dal conflitto e dalle sue conseguenze, e si sviluppa lungo tre generazioni. Sullo sfondo scorrono il dopoguerra, il boom economico e le trasformazioni sociali dell’Italia contemporanea. Al centro non ci sono figure eroiche, ma persone comuni alle prese con scelte complesse e responsabilità spesso non esplicite, in vicende che la Storia ufficiale tende a trascurare.
Ricostruire la memoria locale
Fontana utilizza documenti, testimonianze e memorie familiari per riportare alla luce episodi talvolta dimenticati, valorizzando una comunità che ha attraversato profondi cambiamenti. Il Feltrino e il Bellunese non sono solo il contesto geografico del romanzo, ma contribuiscono a plasmare caratteri, relazioni e destini dei protagonisti.
Accanto alla dimensione storica, il libro pone una domanda di forte attualità: «quanto siamo disposti a perdere per restare liberi?», interrogativo che accompagna l’intero arco narrativo e le scelte della famiglia Montalto.
L’autore
Bruno Fontana, architetto e narratore per passione, coltiva da sempre un interesse per la storia e l’identità dei luoghi. La sua attività professionale e letteraria si concentra sul patrimonio architettonico e culturale del Veneto e delle Dolomiti, territori dove paesaggio, memoria e tradizione si intrecciano profondamente.




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