Il settore lattiero-caseario veneto attraversa una fase di profonda incertezza. Per affrontare l’emergenza, l’assessore regionale all’agricoltura, Dario Bond, ha incontrato i vertici di tre giganti della cooperazione regionale: Latterie Soligo, Lattebusche e Latterie Vicentine. Al centro del confronto, il brusco calo del prezzo alla stalla che, dopo i picchi del 2025, sta costringendo molti allevatori a operare sotto i costi di produzione.
I numeri della crisi
La situazione appare critica su diversi fronti territoriali. Nel Bellunese si stima che circa 320 aziende siano attualmente a rischio chiusura, mentre nell’Alta Padovana si sta già ricorrendo alla richiesta di riduzione delle produzioni per tentare di arginare l’eccesso di offerta che deprime il mercato.
I presidenti delle tre cooperative — Lorenzo Brugnera, Modesto De Cet e Alessandro Mocellin — hanno espresso forte preoccupazione per la mancanza di una via d’uscita a breve termine, sollecitando la Regione a farsi portavoce presso il Ministero dell’Agricoltura (MASAF) per una promozione più incisiva del prodotto italiano.
Le linee d’intervento
L’assessore Bond ha individuato alcuni punti chiave su cui agire nell’immediato:
- Regolazione dell’offerta: Attivazione di strumenti rapidi per bilanciare la produzione direttamente nelle stalle.
- Mercati esteri e solidarietà: Valorizzazione delle aste del latte destinato agli indigenti e ricerca di nuovi sbocchi commerciali.
- Tavolo Nazionale: Definizione di prezzi di riferimento stabili presso il MASAF.
“Le porte del mio assessorato sono aperte”, ha dichiarato Bond. “Vogliamo ascoltare tutti i soggetti del comparto per costruire risposte rapide e credibili a una crisi che sta mettendo in forte difficoltà i nostri produttori”.
Prospettive future
Oltre alle misure tampone, le cooperative chiedono indicazioni chiare su come affrontare la fase più acuta della crisi. La Regione si è impegnata a sollecitare interventi straordinari e campagne nazionali di valorizzazione, sottolineando come la tenuta del comparto sia fondamentale per la conservazione dell’economia agricola veneta.




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