La situazione di sicurezza in Myanmar continua a essere estremamente critica. Alla luce della crisi in corso dal colpo di Stato del 1° febbraio 2021, del conflitto diffuso in numerose aree del Paese e delle precarie condizioni sanitarie, si sconsigliano i viaggi verso il Myanmar.
Il contesto, già fortemente instabile, è stato ulteriormente aggravato dal violento terremoto che ha colpito il Paese il 28 marzo 2025. Da allora si registra un incremento delle violenze e degli scontri armati in vaste zone del territorio. Le manifestazioni di protesta vengono regolarmente represse, spesso con l’uso della forza, mentre gli attacchi contro obiettivi militari provocano risposte su larga scala, inclusi bombardamenti aerei delle aree circostanti.
In tutto il Paese sono in vigore rigide restrizioni: è vietato riunirsi in luoghi pubblici in gruppi superiori a cinque persone e sono fortemente sconsigliati gli spostamenti notturni. In alcune townships permane lo stato di emergenza. I controlli di sicurezza sono frequenti, anche nei centri urbani, con posti di blocco, perquisizioni personali e ispezioni di telefoni e dispositivi elettronici. Sono segnalate verifiche nelle abitazioni private e controlli sulle comunicazioni e sui social media.
Si registrano arresti e detenzioni arbitrarie, seguiti da procedimenti giudiziari privi delle garanzie minime, anche nei confronti di cittadini stranieri, in particolare attivisti e giornalisti. L’uso delle VPN è criminalizzato e chi viene trovato in possesso di tali strumenti può essere arrestato. Rimangono attivi sistemi di blocco dei principali social network.
Persistono episodi di esplosioni e sparatorie, soprattutto a Yangon, dove è in aumento anche la criminalità comune. Sebbene gli attacchi colpiscano prevalentemente obiettivi militari o legati alla Giunta, non mancano vittime civili. Sono inoltre frequenti gli attacchi a infrastrutture ferroviarie, stradali, energetiche e delle telecomunicazioni. Gli scontri tra l’Esercito e i gruppi armati si intensificano, anche con bombardamenti aerei, in particolare nelle Regioni di Sagaing e Magway e negli Stati Kayin, Kayah, Shan, Kachin, Chin e Rakhine. Resta pertanto assolutamente sconsigliato l’ingresso nel Paese via terra.
La popolazione affronta quotidiane interruzioni della corrente elettrica, frequenti blackout della rete Internet e crescenti difficoltà nel reperire contante. Ai connazionali ancora presenti nel Paese viene raccomandato di limitare al massimo gli spostamenti, evitare le aree interessate da scontri, mantenere un profilo prudente nei luoghi pubblici e tenere sempre con sé i documenti di identità.
Alla luce del perdurare delle minacce sanitarie, aggravate dal sisma del marzo 2025 e dalla segnalazione di casi di colera, a chi non possa rinunciare a recarsi in Myanmar si consiglia di stipulare un’adeguata assicurazione sanitaria che copra eventuali spese mediche.



0 commenti