Hudson e Storrie accendono Feltre: la fiaccola olimpica fa esplodere la città sui social e conquista la Gen Z

Isabella Pilo | 26 gennaio 2026 alle 15:50 | 0 commenti

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Negli ultimi giorni, la città di Feltre, che è stata gettonata tappa della fiaccola olimpica, è stata investita da un’inaspettata onda d’urto mediatica che ha trasformato il centro storico nell’epicentro virale della piattaforma social “X”. Il merito va certamente attribuito alla presenza degli attori Hudson Williams e Connor Storrie, volti di riferimento per il pubblico dei giovanissimi e icone della cosiddetta “GEN Z” grazie alla serie cult Heated Rivalry. Già dalla serata di domenica, la piattaforma è diventata un fiume in piena di commenti e immagini scatenate dall’annuncio, arrivato solo poche ore prima, della loro partecipazione come tedofori per la 49ª tappa della fiaccola olimpica. Tra lo sconforto di chi non è riuscito a organizzarsi e l’entusiasmo di chi ha celebrato una reunion attesa da tempo è emerso un sentimento di generale stupore per il fatto che star di questo calibro abbiano scelto come cornice proprio la “sconosciuta ai più” cittadina feltrina.

«L’analisi dei dati di traffico – ci rivela Mattia Curto, osservatore feltrino di questo fenomeno mediatico – conferma un fenomeno rarissimo per una realtà di provincia: il trend “Feltre” ha scalato la classifica italiana fino al primo posto, alimentato da un volume impressionante che ha superato i 10.000 tweet in poche ore”. Secondo le rilevazioni di Trends24.in, il picco di engagement ha temporaneamente oscurato persino l’hashtag istituzionale delle Olimpiadi, #MilanoCortina2026. Mentre la comunicazione ufficiale dei Giochi si disperde in un flusso costante ma diluito, Feltre ha beneficiato di un’esplosione organica senza precedenti. Migliaia di giovani utenti hanno scoperto con sorpresa come la cittadina sia geograficamente più estesa di Cortina d’Ampezzo, appassionandosi alla tradizione del Palio e arrivando persino a definire “diva” il sindaco Viviana Fusaro. Molti giovanissimi hanno invocato viaggi turistici alla scoperta della città, trasformando la curiosità per gli attori in un’insolita operazione di marketing territoriale spontaneo. Tuttavia, sotto la superficie dei meme e delle foto rubate, l’evento ha messo in luce una dinamica generazionale che merita attenzione. In una città anagraficamente matura, è emerso il naturale distacco tra una piazza reale che osservava con curiosità l’insolito fermento e una piazza digitale internazionale in totale delirio per i due protagonisti della serie queer dedicata all’hockey. Questo scollamento si riflette anche nella fatica delle istituzioni locali nel decodificare trend legati a narrazioni contemporanee e inclusive. “Il successo della tappa feltrina – continua Curto – dimostra però che il territorio possiede un potenziale attrattivo enorme per i venti-trentenni, una fascia demografica troppo spesso dimenticata dai circuiti turistici tradizionali».

Questa improvvisa visibilità potrebbe rappresentare un treno strategico che Feltre dovrebbe decidere di cavalcare, ingenerando un cambio di paradigma: gli eventi cittadini andrebbero ripensati per essere realmente attrattivi anche per la Gen Z. «Non basta più la semplice celebrazione della tradizione; serve integrare linguaggi digitali, tematiche sociali attuali e momenti di interazione che parlino alle passioni dei giovani». Per trasformare l’entusiasmo di un hashtag, in un flusso consolidato, secondo alcuni giovani della GEN Z feltrina, sarebbe essenziale ripensare l’offerta economica dell’ospitalità, proponendo prezzi calmierati per gliunder 30 e investendo in strutture come ostelli moderni ed accessibili. Conclude Mattia Curto: «Se Feltre saprà rispondere a questa domanda di modernità e accessibilità, l’eco di Hudson e Storrie non resterà solo un ricordo digitale, ma l’inizio di una nuova fase di dinamismo e apertura internazionale per l’intero territorio».

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