Un invito a “dare e darsi luce”, come gesto quotidiano di speranza in un mondo ancora segnato dall’oscurità della guerra e delle divisioni. È questo il cuore del messaggio augurale per il Natale 2025 del vescovo di Belluno-Feltre, monsignor Renato Marangoni, che prende spunto da un’esperienza personale vissuta attraversando Comelico e Cadore nelle ore serali.
Nel buio della notte, osservando le molte luci accese nei paesi di montagna, il vescovo descrive un paesaggio che richiama l’immagine di un grande presepe diffuso. Un’immagine semplice ma densa di significato, che diventa chiave di lettura del Natale: le tenebre sembrano prevalere, ma sono già attraversate da innumerevoli punti luminosi, segni di una luce che non si spegne.
Richiamando il Vangelo di Giovanni – «La luce splende nelle tenebre e le tenebre non l’hanno vinta» – Marangoni sottolinea come il Natale rappresenti l’annuncio di una presenza che illumina ogni uomo, anche quando la pace appare lontana. Una luce discreta, non esclusiva, che si diffonde e si moltiplica attraverso le persone e i gesti quotidiani.
Nel contesto dell’Anno Giubilare, il vescovo richiama inoltre il cammino compiuto come “pellegrini di speranza”, un percorso non ancora concluso ma orientato a imparare a sperare “di luce” e “nella luce”. Per i cristiani, questa luce ha un nome preciso, Gesù, ma il suo irradiarsi non conosce confini e si riconosce ovunque emergano segni di bene e di fraternità.
Il messaggio si chiude con un appello corale, rivolto a tutti: accogliere, riconoscere e condividere la luce che si riceve e che si è chiamati a portare. Un augurio che accompagna il Natale della diocesi di Belluno-Feltre con uno sguardo fiducioso rivolto al futuro.




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