Il volume Morire a Mattmark. L’ultima tragedia dell’emigrazione italiana, di Toni Ricciardi (2025), è presente nel catalogo della Biblioteca delle migrazioni “Dino Buzzati”, ospitata nella sede dell’Associazione Bellunesi nel Mondo, in via Cavour 3 a Belluno. Il libro è consultabile attraverso il servizio bibliotecario ed è disponibile anche tramite interprestito.
Il cantiere di Mattmark e la tragedia del 1965
Il libro ricostruisce una delle pagine più drammatiche della storia dell’emigrazione italiana. A Mattmark, in Svizzera, si lavorava senza sosta alla costruzione di una grande diga destinata a sostenere lo sviluppo economico del Paese. Nel cantiere erano impiegati oltre mille lavoratori, in larga parte stranieri e in prevalenza provenienti dall’Italia, in un contesto che vedeva la Svizzera assorbire quasi la metà dell’intero flusso migratorio italiano dell’epoca.
Il 30 agosto 1965 una valanga di oltre due milioni di metri cubi di ghiaccio si abbatté sul cantiere, seppellendo uomini e mezzi. Morirono 88 lavoratori, 56 dei quali italiani. Le testimonianze raccolte nel volume restituiscono la drammaticità di quei momenti e la dimensione umana della tragedia.
Una cesura nella storia dell’emigrazione
Come avvenuto per Marcinelle, anche Mattmark rappresentò un punto di svolta nella lunga e complessa storia dell’emigrazione italiana. L’evento ebbe una vasta eco europea, anche perché per la prima volta lavoratori svizzeri e stranieri persero la vita fianco a fianco. Le operazioni di recupero proseguirono per mesi e l’ultima salma fu ritrovata solo dopo quasi due anni.
Ampio spazio è dedicato anche alle vicende giudiziarie successive: un’inchiesta durata oltre sei anni, conclusasi con l’assoluzione di tutti gli imputati e, in appello, con la condanna dei familiari delle vittime al pagamento delle spese processuali, nonostante la nota instabilità del ghiacciaio.
Un interrogativo ancora aperto
A sessant’anni di distanza, come sottolinea lo stesso Ricciardi nell’introduzione, Mattmark non è più una tragedia dimenticata. Resta però aperta una domanda centrale: l’Italia e la Svizzera sono state davvero all’altezza di quella storia? Il volume si propone come uno strumento di memoria e riflessione, coerente con la missione culturale della Biblioteca delle migrazioni “Dino Buzzati”, da anni impegnata nella conservazione e nella diffusione delle storie dell’emigrazione bellunese e italiana.




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