“La voce del Questore”: Della Rocca racconta Belluno e riflette sulla violenza di genere. VIDEO INTERVISTA

Marco Crepaz | 25 novembre 2025 alle 02:00 | 0 commenti

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Radio ABM inaugura un nuovo speciale in tre puntate dal titolo “La voce del Questore”, curato da Manuela Gaio e incentrato sulla violenza di genere. Il protagonista è il questore di Belluno, Roberto Della Rocca, che nella prima trasmissione – diffusa in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne – ripercorre il suo ritorno in provincia dopo vent’anni e affronta alcune questioni chiave legate alla sicurezza e alla tutela delle fasce più vulnerabili.

Della Rocca, padovano d’origine, racconta i suoi inizi nella Polizia di Stato, proprio a Belluno, tra Digos e Squadra Mobile, in un territorio che gli aveva già offerto un’esperienza professionale intensa, nonostante le dimensioni ridotte. “Belluno non è un luogo dove non succede nulla”, osserva, ricordando indagini complesse condotte nei primi anni di servizio, tra cui un’operazione sulla Sacra Corona Unita.

Il questore sottolinea la necessità di “animare” il territorio, cioè rafforzare la collaborazione tra cittadini, istituzioni e scuole. Ricorda infatti le prime iniziative nelle classi per sensibilizzare sul tema degli abusi sui minori, ambito che ha segnato profondamente il suo percorso professionale. L’interazione con insegnanti, psicologi e assistenti sociali è indicata come un elemento decisivo per una prevenzione efficace.

Tra gli aspetti evidenziati c’è anche la vulnerabilità degli anziani, spesso vittime di truffe, e la necessità di recuperare il valore della comunità e della “piazza”, intesa come spazio di relazione e mutuo aiuto. Della Rocca riflette inoltre sull’evoluzione dei comportamenti sociali, collegando alcuni cambiamenti all’isolamento vissuto durante la pandemia, e invita a ricostruire un dialogo tra famiglie, scuola e istituzioni.

Una parte centrale dell’intervista è dedicata alla violenza di genere. L’esperienza maturata in anni di lavoro investigativo a Venezia, Treviso e Verona porta il questore a sottolineare come il fenomeno sia radicato e spesso sommerso. La prevenzione, afferma, deve affiancare la repressione e coinvolgere soprattutto le giovani generazioni, lavorando sui modelli culturali e sui comportamenti quotidiani. Anche piccoli atti, come un “stai zitta”, spiegato ai ragazzi come esempio di violenza psicologica, devono essere riconosciuti e contrastati.

Sul tema dell’omertà, Della Rocca richiama l’importanza del senso civico. “Non può non essere un fatto mio se sento urla e pianti nella casa accanto”, afferma, sottolineando che la collaborazione dei cittadini è spesso determinante nelle indagini e negli interventi di prevenzione.

La puntata si chiude con uno sguardo ai giovani, categoria che il questore osserva con attenzione attraverso le sue esperienze in diverse città italiane. Pur riconoscendo criticità, invita a evitare giudizi sommari e a lavorare sulle responsabilità condivise tra istituzioni, scuola e famiglie.

La serie continuerà nelle prossime settimane con ulteriori approfondimenti dedicati alla violenza maschile contro le donne, al lavoro in rete tra professionisti e alle strategie di prevenzione attuate sul territorio.

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