Era il 22 agosto 2010 quando don Francesco Cassol, parroco di Longarone, perse la vita in un tragico incidente di caccia in Puglia, mentre partecipava a un’uscita spirituale con un gruppo di giovani. La sua morte improvvisa lasciò un profondo vuoto nella diocesi di Belluno-Feltre e in tutti coloro che lo avevano conosciuto.
A quindici anni di distanza, la sua figura resta un punto di riferimento. Don Cassol era un sacerdote capace di unire spiritualità e vita concreta, sempre vicino alle persone, ai giovani, alle famiglie.
Il suo percorso pastorale lo aveva portato a ricoprire incarichi significativi: vicario parrocchiale a Limana, direttore del Centro di spiritualità “Papa Luciani” a Santa Giustina, segretario del Sinodo diocesano del 2005-2006, fino alla guida delle parrocchie di Longarone, Igne e Ospitale di Cadore.
Accanto al servizio diocesano, coltivava una profonda passione per le missioni, che lo portava periodicamente in Africa per predicare ritiri ed esercizi spirituali. Anche in patria, era animatore di iniziative rivolte ai giovani e alle famiglie, nel segno di una Chiesa aperta e accogliente.
Chi lo ha conosciuto ricorda il suo stile semplice e diretto, la capacità di ascolto, il desiderio di costruire comunità. Una testimonianza che, a distanza di quindici anni, continua a parlare e a indicare una strada.




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