C’è anche Elena Zanin, fondatrice della EZ Language Trainer, tra le cinquanta imprenditrici selezionate per la short-list del Premio GammaDonna, il riconoscimento nazionale che dal 2004 valorizza l’imprenditoria femminile ad alto impatto sociale. La finale è in programma il prossimo 4 novembre a Torino, nell’ambito dell’iniziativa “Torino Capitale Europea dell’Innovazione 2024-2025”.
Bellunese di origine, Zanin ha sviluppato un approccio all’insegnamento delle lingue che integra elementi linguistici tradizionali con tecniche di programmazione neurolinguistica (PNL), strumenti digitali, gamification e attenzione alla dimensione psico-emotiva dello studente. Un metodo nato dall’esperienza diretta dell’insegnamento all’estero e affinato nel mondo aziendale, con collaborazioni in realtà come Luxottica e Costan.
Un metodo su misura per superare blocchi e paure
«Il mio punto di partenza è sempre stato il vissuto delle persone», spiega Zanin. «Molti italiani sono convinti di non poter imparare una lingua straniera, anche a causa di un sistema scolastico incentrato sull’errore e non sulla comunicazione».
Nel 2018, Zanin ha rilevato una scuola di lingue storica nel Bellunese, trasformandola in EZ Language Trainer. Oggi l’impresa è attiva con tre sedi (Belluno – Borgo Piave, Lozzo di Cadore e Vittorio Veneto), un team quasi tutto al femminile e l’insegnamento di otto lingue. Centrale anche l’investimento nella formazione online, che ha permesso di raggiungere studenti non solo in Italia, ma anche negli Stati Uniti.
Ogni corso è pensato come un progetto personalizzato, con materiali autentici e strategie che puntano a ridurre il divario tra comprensione passiva e comunicazione attiva. «La cura dell’aspetto emotivo è fondamentale – aggiunge Zanin –: i percorsi sono sartoriali e si adattano al contesto personale di ogni studente».
Un camper per insegnare anche nelle aree più isolate
EZ Language Trainer non si limita all’insegnamento: tra i progetti futuri c’è anche una sede mobile, un camper attrezzato per raggiungere le aree montane più isolate e portare lì l’apprendimento linguistico. Una proposta coerente con lo spirito del Premio GammaDonna, che mira a premiare l’impatto sociale e l’innovazione nei modelli di impresa.
Un riconoscimento per colmare il gender gap
La selezione delle FAB50 avviene in un contesto in cui il gender gap nel lavoro e nell’imprenditoria è ancora marcato. Secondo il Global Gender Gap Report 2025, l’Italia resta indietro in termini di partecipazione femminile e accesso ai capitali. Il Premio GammaDonna vuole colmare questo divario, portando all’attenzione pubblica esperienze imprenditoriali come quella di Zanin.
«In un sistema economico che continua a trascurare il potenziale delle donne – ha dichiarato Valentina Parenti, presidente di GammaDonna – le nostre FAB50 sono la dimostrazione concreta di come l’imprenditoria femminile possa essere leva di trasformazione per l’intero Paese».




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