“Morire per il lavoro. Migranti vittime nel mondo e in Italia” di Gianni Manghetti, edito da Minerva Edizioni, è un libro che ripercorre le pagine più dolorose della storia dell’emigrazione italiana negli ultimi centocinquant’anni. Un’opera di testimonianza che dà voce a generazioni di italiani partiti in cerca di futuro e troppo spesso finiti vittime di sfruttamento, violenza o tragedie collettive.
Il testo racconta, in modo dettagliato, le grandi tragedie legate alle traversate transoceaniche, le morti nelle stive delle cosiddette carrette del mare e le conseguenze di epidemie come tifo, colera e vaiolo. Ma anche le dure condizioni di lavoro e di vita affrontate dai migranti in Europa nel secondo dopoguerra: umiliazioni, sfruttamento, clandestinità, fino a veri e propri linciaggi e massacri.
Tra le pagine più forti, l’autore ricorda anche episodi meno noti come l’impiego forzato di italiani in Brasile nelle piantagioni di caffè o la loro morte in Indocina, mandati a combattere nei conflitti coloniali.
Il libro si chiude con la memoria di incidenti mortali sul lavoro, raccontati dall’autore come testimone diretto, per sottolineare come il dolore condiviso sappia ancora oggi unire i migranti di ieri e di oggi, superando ogni ideologia e divisione.
“Morire per il lavoro” è disponibile per consultazione, prestito e interprestito presso la Biblioteca delle migrazioni “Dino Buzzati”.
Per informazioni: biblioteca.migrazioni@bellunesinelmondo.it – Tel. +39 0437 941160.





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