Povertà minorile in Italia: nel 2024 quasi 1 bambino su 4 è a rischio di povertà o esclusione sociale, con dati allarmanti soprattutto nel Sud e nelle Isole.
Secondo l’ultima rilevazione Istat, il 26,7% dei minori italiani vive in famiglie vulnerabili. La quota cresce fino al 43,6% nel Mezzogiorno, contro il 14,3% del Nord. Il rischio aumenta per i figli di famiglie monogenitore: oltre la metà (53,3%) se ci sono due o più figli. Anche l’istruzione dei genitori pesa: il 51,8% dei minori con genitori al massimo diplomati alle scuole medie è a rischio povertà, contro solo il 10,3% di chi ha almeno un genitore laureato.
I minori stranieri sono ancora più esposti (43,6% contro il 23,5% degli italiani) e nel Sud questa percentuale sale a un drammatico 78,2%.
Le famiglie con mutui o affitti pesanti e con redditi da lavoro autonomo risultano più fragili. Nonostante un lieve miglioramento rispetto al 2021, restano forti le disparità territoriali e sociali.
In Europa, chi cresce in contesti familiari poveri mantiene un rischio di povertà elevato anche da adulto: in Italia il divario è tra i più alti dell’UE, con differenze fino a 19 punti percentuali.
Questi numeri confermano come la condizione economica, l’istruzione e la stabilità familiare siano determinanti per spezzare il ciclo della povertà generazionale.




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