Economia italiana, segnali contrastanti: cresce il PIL ma rallenta l’industria. L’Istat fotografa il quadro di maggio – giugno 2025

Marco Crepaz | 15 luglio 2025 alle 22:56 | 0 commenti

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L’Istat ha diffuso l’ultimo aggiornamento sullo stato dell’economia italiana e del contesto internazionale, evidenziando un quadro ancora incerto e segnato da andamenti differenziati.

PIL in crescita, industria in calo
Nel primo trimestre 2025 il Prodotto interno lordo italiano è cresciuto dello 0,3% rispetto al trimestre precedente, sostenuto soprattutto dalla domanda interna e, in misura minore, da quella estera. Tuttavia, a maggio l’indice destagionalizzato della produzione industriale ha registrato un calo congiunturale dello 0,7%, interrompendo la crescita di aprile (+0,9%).

Segnali positivi nel settore costruzioni e occupazione
Tra i settori in controtendenza spiccano le costruzioni, in ripresa (+2,4% ad aprile), e un mercato del lavoro ancora robusto: a maggio il numero di occupati è cresciuto dello 0,3% su base mensile, trainato da dipendenti permanenti e lavoratori autonomi. Aumenta però la disoccupazione giovanile, che sale al 21,6%.

Export in crescita, ma pesa lo spettro dei dazi USA
Nei primi quattro mesi dell’anno, l’export italiano di beni è cresciuto sia verso l’UE (+2,8%) sia verso i mercati extra UE (+2,1%). Tuttavia, l’incertezza globale, legata soprattutto ai possibili nuovi dazi USA e alle tensioni geopolitiche, resta un fattore di rischio per la tenuta delle esportazioni nei prossimi mesi.

Prezzi e consumi: inflazione stabile, ma il carrello della spesa pesa
L’inflazione armonizzata (IPCA) si è mantenuta a giugno all’1,7%, inferiore alla media dell’area euro. Accelerano però i prezzi dei beni di consumo quotidiano, con un +3,1% per il “carrello della spesa”.

Differenze con Germania e Francia
Il focus dell’Istat mette in evidenza come, nel lungo periodo, il fatturato estero delle imprese manifatturiere italiane abbia mostrato un dinamismo maggiore rispetto a quello interno, trend analogo a quello tedesco ma più marcato rispetto alla Francia.

In un contesto internazionale segnato da guerre regionali, tensioni commerciali e volatilità dei mercati energetici, l’Istat invita a leggere i dati con cautela, ribadendo la necessità di politiche di sostegno mirate per garantire stabilità e competitività.

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