Per molti giovani italiani, il visto Working Holiday rappresenta un’occasione concreta per fare un’esperienza all’estero senza dover scegliere subito tra studio, lavoro o viaggio. Australia e Nuova Zelanda offrono questa possibilità a chi ha tra i 18 e i 30 anni (fino a 35 nel caso neozelandese), permettendo di rimanere per un anno e mantenersi con piccoli impieghi temporanei.
L’esperienza australiana
Il Working Holiday Visa per l’Australia consente di soggiornare nel Paese fino a dodici mesi, lavorando legalmente e viaggiando liberamente. Si può anche frequentare un corso di studio, purché non superi i quattro mesi. Per ottenerlo è necessario essere cittadini italiani, avere un’età compresa tra i 18 e i 30 anni (il limite scatta il giorno prima del compimento del 31esimo compleanno), possedere un passaporto valido, dimostrare di avere circa 5.000 dollari australiani per mantenersi all’inizio, oltre al biglietto di ritorno o ai fondi per acquistarlo. Non sono ammessi figli a carico.
Una volta ottenuto il visto, si possono svolgere vari lavori, soprattutto stagionali o legati al turismo. I più comuni riguardano agricoltura, ristorazione, ospitalità, logistica e costruzioni leggere. Con lo stesso datore di lavoro si può restare fino a un massimo di sei mesi. Se si completano almeno 88 giorni di lavoro in zone regionali o in settori specifici, è possibile fare richiesta per un secondo visto, estendendo così la permanenza fino a due o tre anni. La richiesta avviene online, attraverso il sito ufficiale del Dipartimento australiano dell’Immigrazione, e il costo attuale si aggira attorno ai 640 dollari australiani.
Nuova Zelanda: natura, lavoro e cultura
Anche la Nuova Zelanda ha un proprio programma Working Holiday, molto simile a quello australiano, ma con alcune differenze. Innanzitutto, per i cittadini italiani, il limite di età è esteso fino a 35 anni. Il visto dura anch’esso dodici mesi e permette di lavorare legalmente durante tutto il periodo. In questo caso non c’è un limite preciso alla durata di un impiego con lo stesso datore, anche se l’intento del programma resta quello di favorire un’esperienza variegata e dinamica.
Per fare domanda bisogna dimostrare di avere almeno 4.200 dollari neozelandesi, stipulare un’assicurazione sanitaria e avere un passaporto valido. La richiesta si presenta sul sito ufficiale del governo neozelandese e il numero di visti disponibili per l’Italia è limitato, quindi è consigliabile monitorare le date di apertura e candidarsi appena possibile.
Tra i lavori più diffusi ci sono quelli legati alla raccolta della frutta, all’industria vinicola e al turismo. Anche in Nuova Zelanda è possibile frequentare brevi corsi di studio.
Più di un visto: una scelta di vita
Sia in Australia sia in Nuova Zelanda, il Working Holiday Visa permette non solo di esplorare territori spettacolari, ma anche di migliorare il proprio inglese, costruirsi un’esperienza lavorativa internazionale e conoscere culture nuove in modo diretto. Per molti giovani è il primo passo verso un periodo di cambiamento, crescita personale e maggiore autonomia.
Prima di partire, è consigliabile preparare un curriculum in inglese, informarsi sui portali di ricerca lavoro più utilizzati (come Gumtree o Backpacker Job Board), aprire un conto bancario locale e richiedere i codici fiscali locali (Tax File Number per l’Australia, IRD Number per la Nuova Zelanda). È fondamentale anche stipulare un’assicurazione medica valida per tutto il soggiorno.
Per chi è alla ricerca di un’esperienza concreta, lontana dalla routine e dal proprio Paese, il Working Holiday rappresenta una delle opzioni più accessibili ed entusiasmanti. L’importante è partire con spirito di adattamento e voglia di mettersi in gioco.




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