Giovani agricoltori, turismo, foreste: il volto della montagna veneta dopo 10 anni di PSR

Marcella Corra | 06 giugno 2025 alle 18:12 | 0 commenti

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In dieci anni di Piano di sviluppo rurale, nelle zone montane del Veneto sono stati investiti 27 milioni di euro per l’insediamento di 670 giovani agricoltori, 100 milioni per ammodernare 1.250 aziende agricole, 170 milioni per l’indennità compensativa che ha riguardato 3.600 aziende, 110 milioni per mantenere pascoli e prati montani, 60 milioni per le imprese forestali, 44,6 milioni per sostenere l’attività dei Gal, gruppi di azione locale, che sono 4 nelle zone montane, due sono nel Bellunese. I dati sono stati diffusi dall’ assessore regionale all’agricoltura e ai fondi europei Federico Caner, in occasione di un tour dedicato ai giornalisti che hanno potuto toccare con mano gli effetti sul territorio di alcuni di questi contributi. Dall’Europa alla Regione, dalla Regione ai Gal (ma non solo): è il tragitto compiuto dai finanziamenti che per il periodo 2014-2022 hanno generato investimenti per 2.4 miliardi di euro. In Regione sono arrivate 83.622 domande e il 93 per cento dei fondi è stato assegnato.

“Uno spazio importante nell’agricoltura veneta è occupato dall’imprenditoria di montagna che svolge un ruolo insostituibile nella tutela del territorio, oltre che rendere i luoghi attrattivi per i turisti. Sul totale delle aziende agricole venete – ha spiegato Caner – solo l’8 per cento sono in montagna, ma la Regione dedica a loro il 40 per cento dei 1.561 milioni di euro del Piano di sviluppo rurale 2014-2022”.

La visita alle realtà bellunesi non si è limitata alle aziende agricole ma ha spaziato anche in altri settori, come quello turistico e culturale, ambientale e sociale. Si è partiti da una azienda agricola di Altissimo (Vicenza), “La Rindola”, che unisce coltivazioni e allevamento alla offerta turistica nell’agriturismo collegato. Seconda tappa a Feltre, per ammirare le ristrutturate Fontane Lombardesche, opera idrica medievale recuperata negli anni scorsi grazie ad un bando del Gal.

Tappa successiva nel Comune di Borgo Valbelluna, prima alla Latteria di Lentiai e poi alla chiesetta di Sant’Antonio Abate a Bardies: anche in questi due casi si è trattato di contributi del Psr transitati attraverso il Gal. Dalla Valbelluna al Cadore, con due interventi molto diversi tra loro che riguardano Auronzo. Se gli interventi precedenti sono stati completati, quelli di Auronzo sono appena conclusi o devono ancora cominciare e rispondono a due esigenze del territorio: combattere lo spopolamento e ripristinare i boschi distrutti prima da Vaia e poi dal bostrico.

In zone turistiche come quelle del Cadore (ma questo vale per tutto il Bellunese) c’è una enorme carenza di alloggi a prezzi sopportabili per le buste paga di dipendenti pubblici e privati. Se mancano le case, non si trovano neppure le persone che accettano di trasferirsi a lavorare e vivere in montagna. Il caso di Auronzo è emblematico: gli alloggi sono utilizzati dai privati a scopo turistico, e quindi affittati a migliaia di euro al mese. La strada che il Comune sta cercando di percorrere è quella del recupero di proprietà comunali per metterle poi ad affitti calmierati, prima di tutto per rispondere alle esigenze del proprio personale, ma con la speranza che la strada venga seguita anche da altri.

Molto interessante anche la tappa in un bosco tra Auronzo e Misurina, proprietà della Magnifica Regola di Villagrande. In un terreno di 6.5 ettari che era piantato ad abete rosso è arrivato in bostrico che durante una sola estate ha ucciso tutti gli alberi. Sono state messe a dimora 2600 piantine, non più di abete rosso (che è la pianta che il bostrico attacca) ma di faggio, acero montano e sorbo. Piante che dovrebbe resistere meglio ai cambiamenti climatici, all’aumento delle temperature e ovviamente alle infestazioni da bostrico. 

Al tour dei giornalisti erano presenti, per illustrare progetti e problematiche, i presidenti dei due Gal bellunesi, Sara Bona e Mauro Soppelsa, i due direttori Aguanno e Bassetto, molti funzionari della Regione e a seconda dei luoghi visitati, sindaci, amministratori, presidenti di Regole.  

Marcella Corrà

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