Economia italiana in ripresa: PIL in crescita e occupazione stabile, ma fiducia in calo. Il punto sui dati ISTAT di marzo-aprile 2025

Marco Crepaz | 12 maggio 2025 alle 21:40 | 0 commenti

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L’economia italiana mostra segnali di resilienza nel primo trimestre del 2025, nonostante il contesto internazionale instabile e le tensioni geopolitiche. Lo conferma l’ultima nota congiunturale diffusa dall’ISTAT, che delinea uno scenario in chiaroscuro, con dati positivi su PIL e occupazione ma un clima di fiducia in calo e consumi ancora deboli.

PIL in crescita: +0,3%, meglio di Germania e Francia

Nel primo trimestre del 2025 il Prodotto interno lordo italiano è cresciuto dello 0,3%, secondo la stima preliminare. Un dato che supera quello della Germania (+0,2%) e della Francia (+0,1%), ma resta inferiore alla performance spagnola (+0,6%). L’espansione italiana è stata trainata dall’industria e dall’agricoltura, mentre i servizi sono rimasti stabili.

Produzione industriale e costruzioni: segnali positivi

Nel trimestre, la produzione industriale ha registrato un aumento dello 0,4%, nonostante la stabilità di marzo e la lieve flessione di febbraio. A trainare la crescita sono stati i beni energetici (+1,4%) e beni intermedi (+0,9%), mentre beni di consumo e strumentali hanno subito contrazioni (-0,6% e -0,3%).

Nel settore delle costruzioni, la produzione è salita del 2,6% nel trimestre dicembre-febbraio, confermando la sua solidità, nonostante un rallentamento nei permessi di costruzione per il residenziale (-3,1% abitazioni, -0,4% superficie utile).

Occupazione: +224mila posti nel primo trimestre

Il mercato del lavoro ha registrato un saldo positivo. L’occupazione è cresciuta dello 0,9% rispetto al trimestre precedente, con +224mila occupati in più. L’aumento ha riguardato uomini e donne, dipendenti permanenti e autonomi, giovani (15-24 anni) e over 50. Il tasso di occupazione si attesta al 63%, mentre la disoccupazione è salita leggermente al 6% (+0,1 punti). Il tasso giovanile è aumentato al 19%.

Inflazione stabile al 2,1%, rincari nei beni alimentari

L’inflazione armonizzata (IPCA) in Italia si attesta al 2,1% ad aprile, in linea con marzo e leggermente inferiore alla media dell’area euro (2,2%). L’indice dei prezzi al consumo (NIC) registra una crescita tendenziale del 2,0%, con un’accelerazione dei beni alimentari (+3%) e dei servizi (+3%).

Il carrello della spesa ha visto un aumento del 2,6% rispetto ad aprile 2024, mentre i beni energetici hanno subito una decisa flessione (-0,3% tendenziale e -5,3% congiunturale).

Consumi e fiducia in calo

Le vendite al dettaglio sono diminuite dello 0,5% a marzo, sia in valore sia in volume, riflettendo una contrazione della spesa per beni alimentari e non. La fiducia delle imprese è scesa per il terzo mese consecutivo ad aprile, colpendo tutti i settori, mentre quella dei consumatori è calata per il secondo mese, influenzata dalle aspettative economiche negative.

Belluno e Veneto nel contesto nazionale

Nel contesto veneto, e in particolare in provincia di Belluno, i segnali macroeconomici nazionali si riflettono in modo differenziato. Belluno, caratterizzata da un tessuto economico con forte vocazione manifatturiera e turistica, potrebbe beneficiare della ripresa industriale e dell’aumento degli occupati. Tuttavia, il calo della fiducia nei servizi e nel commercio al dettaglio può rappresentare un campanello d’allarme per un territorio dove le piccole imprese familiari sono il fulcro economico.

Anche il calo delle vendite e l’inflazione sui beni alimentari possono incidere sui consumi interni, specialmente in aree montane dove il potere d’acquisto è più fragile. La crescita delle esportazioni italiane verso la Germania e la Spagna (+7,3% e +6,7%) può giovare anche alle realtà produttive bellunesi esportatrici, ma la vulnerabilità di molte PMI locali ai cambiamenti della domanda estera resta un punto critico.

Conclusioni

L’Italia nel primo trimestre 2025 mostra segni di tenuta, con crescita economica, occupazione in aumento e inflazione sotto controllo. Tuttavia, l’incertezza internazionale e il deterioramento del clima di fiducia potrebbero frenare la ripresa nei prossimi mesi. Belluno e il Veneto devono vigilare sulla tenuta dei consumi interni e sul sostegno alle imprese esportatrici, per mantenere la traiettoria di crescita.

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