Un nome può tracciare un destino. Per Adriano Ghedina, quel nome è Galileo Galilei: l’astronomo pisano che ha rivoluzionato il metodo scientifico e aperto all’uomo la via del cielo. Un riferimento costante nella vita e nella carriera di Ghedina, oggi direttore scientifico e gerente del Telescopio Nazionale Galileo (TNG), situato sull’isola di La Palma, nelle Canarie.
Tutto comincia a Cortina d’Ampezzo, dove Adriano frequenta il Liceo Scientifico “Galilei”, diplomandosi nel 1989. Un nome evocativo, che ritorna più volte nella sua formazione. Dopo il liceo, sceglie Astronomia all’Università di Padova, città in cui Galileo visse diciotto anni fondamentali per la sua ricerca scientifica. Qui, Ghedina si laurea nel 1996 con una tesi sui sistemi ottici per l’alta risoluzione angolare in astronomia.
Subito dopo la laurea, lavora per sei mesi all’Osservatorio Astronomico di Asiago, impegnato nello sviluppo dell’ottica adattiva per lo stesso strumento che, di lì a poco, avrebbe segnato una svolta decisiva nella sua carriera: il Telescopio Nazionale Galileo.
Il 15 novembre 1997, Ghedina parte per La Palma, dove inizia un’esperienza di ricerca e responsabilità tecnica che dura tuttora. Inizialmente assunto per un contratto biennale come responsabile dell’ottica del TNG, ricopre tra il 1999 e il 2000 anche il ruolo di astronomo di supporto, dedicandosi ancora una volta all’ottica adattiva, tecnologia chiave per migliorare la qualità delle osservazioni astronomiche.
Nel 2005, viene assunto dalla Fundación Galileo Galilei – Fundación Canaria, ente che gestisce il TNG per conto dell’INAF, l’Istituto Nazionale di Astrofisica. All’interno della Fundación, Ghedina si distingue per competenza tecnica e visione strategica, fino a essere nominato Direttore Scientifico e Gerente il 1° dicembre 2022.
Il percorso professionale di Adriano Ghedina è stato oggetto di un’intervista realizzata nell’ambito del progetto “SiAmo Italia”, promosso con il contributo della Direzione Generale per gli Italiani all’Estero del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale. Un’occasione per raccontare una vicenda di eccellenza italiana all’estero, nel solco della tradizione scientifica che da Galileo Galilei arriva fino alle tecnologie più avanzate dell’astronomia contemporanea.
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