Il 4 aprile 1964 ad Auronzo di Cadore, nella suggestiva Pieve di Santa Giustina, un giovane sacerdote veniva consacrato per le mani del vescovo di Vittorio Veneto, monsignor Albino Luciani: era don Sirio Da Corte Zandatina. A distanza di 60 anni da quel giorno, il ricordo di quell’ordinazione si carica di significati profondi, intrecciando la vita di due figure centrali nella storia religiosa delle Dolomiti.
Un legame profondo con Luciani
Per un disegno provvidenziale, il destino di don Sirio si incrocerà ancora una volta con quello del suo ordinante, divenuto poi Papa Giovanni Paolo I. Il 1° ottobre 2000, infatti, don Sirio diventerà parroco di Canale d’Agordo, paese natale di Albino Luciani, nonché vicario foraneo del distretto.
In questo nuovo ruolo pastorale, don Sirio avrà l’onore e la responsabilità di accompagnare il vescovo diocesano, monsignor Vincenzo Savio, nell’apertura ufficiale della Causa di Canonizzazione di Giovanni Paolo I, oggi Beato.
Una figura al servizio della Chiesa
Don Sirio Da Corte Zandatina ha rappresentato per decenni un punto di riferimento per la comunità cristiana, incarnando con umiltà e dedizione lo spirito del servizio sacerdotale. Il suo percorso, segnato dalla vicinanza a due grandi figure della Chiesa – Albino Luciani e mons. Savio – si inserisce in quella trama silenziosa ma essenziale che costituisce la storia viva del cattolicesimo nelle terre alpine.




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