Preoccupazioni ambientali e comportamenti sostenibili in Italia: il quadro dell’Istat

Marco Crepaz | 06 marzo 2025 alle 22:45 | 0 commenti

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Secondo i dati raccolti dall’Istat nel 2024, il 58,1% degli italiani con più di 14 anni si dichiara preoccupato per i cambiamenti climatici, confermando un dato stabile rispetto al 2023. Al secondo posto tra le principali preoccupazioni si trova l’inquinamento dell’aria, che interessa il 51,9% della popolazione, in aumento rispetto all’anno precedente.

Altri temi di rilevanza sono lo smaltimento dei rifiuti (38,1%), l’inquinamento delle acque (37,9%) e il dissesto idrogeologico, che ha visto un incremento rispetto al 2023, passando dal 26,5% al 28,5% della popolazione.

Minore attenzione a rumore e inquinamento elettromagnetico

Problemi come l’inquinamento acustico, l’inquinamento elettromagnetico e il deterioramento del paesaggio risultano meno sentiti. Solo il 10-12% degli intervistati li considera tra le cinque principali preoccupazioni ambientali.

Comportamenti sostenibili: attenzione a energia e acqua

Nel 2024, il 71,4% degli italiani ha dichiarato di fare attenzione a non sprecare energia, mentre il 68,8% adotta comportamenti virtuosi per ridurre il consumo di acqua. Tuttavia, entrambi i valori registrano un lieve calo rispetto all’anno precedente.

Differenze si riscontrano tra Nord e Sud:

  • Nel Mezzogiorno, il 29,9% delle persone preferisce acquistare prodotti a chilometro zero.
  • Nel Nord, il 51,3% evita comportamenti di guida rumorosa, mentre il 20,2% utilizza mezzi di trasporto alternativi.

Differenze tra età, genere e istruzione

L’analisi dell’Istat mostra che le preoccupazioni ambientali variano in base a età, genere e titolo di studio:

  • i giovani sotto i 24 anni sono più sensibili a problemi come la perdita della biodiversità e l’esaurimento delle risorse naturali.
  • gli over 55 si preoccupano maggiormente del dissesto idrogeologico e dell’inquinamento del suolo.
  • le donne, rispetto agli uomini, si dimostrano più attente a comportamenti ecocompatibili, come la lettura delle etichette dei prodotti e il consumo di alimenti biologici.
  • chi ha un titolo di studio elevato è generalmente più sensibile ai temi ambientali e più propenso a comportamenti sostenibili.

Conclusioni

L’indagine dell’Istat conferma una forte attenzione degli italiani verso i problemi ambientali, con una crescente sensibilità nei confronti del cambiamento climatico e della qualità dell’aria. Tuttavia, la riduzione dell’attenzione nei comportamenti quotidiani suggerisce la necessità di iniziative di sensibilizzazione per mantenere alta la consapevolezza ambientale e favorire pratiche sostenibili a livello individuale e collettivo.

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