Se le frontiere rappresentano i rapporti di potere tra Stati, cosa accade quando un confine separa una dittatura, come quella fascista, da una democrazia neutrale, come quella svizzera? È questa la domanda che guida “La linea sottile: il fascismo, la Svizzera e la frontiera (1925-1945)”, un’opera di Francesco Scomazzon pubblicata nel 2022 e disponibile alla Biblioteca delle migrazioni “Dino Buzzati”.
Il libro approfondisce il ruolo del confine italo-svizzero durante i vent’anni di regime fascista, un confine che, più che segnare una netta separazione, diventa un luogo di sfumature, contraddizioni e connessioni. In quegli anni, la “linea sottile” tra Italia e Svizzera si rivela un crocevia di rifugiati, antifascisti e trafficanti, trasformando una regione periferica in un centro di attrazione e azione.
Tra traffici rocamboleschi, avventurosi andirivieni e azioni clamorose contro il regime, la frontiera diventa il palcoscenico di un complesso incontro-scontro tra fascismo e democrazia, dittatura e libertà. Sullo sfondo, la politica ambivalente della Svizzera verso antifascisti, emigranti economici e profughi razziali si muove tra accoglienze ambigue e respingimenti devastanti, evidenziando le fragilità e le sfide di un’epoca segnata da profondi contrasti.
Scomazzon ricostruisce con rigore storico le dinamiche di questa “zona franca”, un territorio dove assistenza e tradimento, salvezza e condanna convivono, e che si rivela cruciale nel modellare i rapporti tra le future democrazie.
Come richiederlo
“La linea sottile” è suggerito dalla Biblioteca delle migrazioni “Dino Buzzati” e può essere richiesto in prestito attraverso il servizio di interprestito offerto dalla Biblioteca. Un’occasione imperdibile per immergersi in una storia che getta luce su uno dei periodi più complessi e affascinanti del Novecento.





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