L’ennesima giornata da dimenticare per i pendolari delle Dolomiti. Giovedi 23 gennaio un treno in avaria sulla tratta per Belluno ha riportato all’attenzione i gravi disagi che, da anni, colpiscono chi si sposta in treno per motivi di lavoro, studio o salute.
Roberto Toigo, segretario generale della Uil Veneto, non usa mezzi termini per descrivere la situazione: «È deprimente leggere ancora di odissee quotidiane per i pendolari delle nostre montagne. La viabilità ferroviaria, invece di facilitare la vita, continua a essere una fonte di stress per chi vive in questi territori unici ma isolati».
Toigo ha evidenziato come i problemi siano ormai cronici: «Quarant’anni fa i viaggi in treno erano viaggi della speranza. Oggi poco è cambiato: la tratta Calalzo-Padova richiede ancora più di 3 ore e tra Feltre e Belluno il servizio è inesistente».
“Feccia delle Dolomiti” invece di freccia
Con amara ironia, Toigo cita una vecchia canzone dei Belumat, gruppo storico delle Dolomiti, intitolata Padova-Calalzo: «Altro che freccia delle Dolomiti, meglio parlare di feccia delle Dolomiti!». Un’espressione provocatoria ma che fotografa l’insoddisfazione di chi, ogni giorno, deve fare i conti con ritardi, guasti e inefficienze del servizio ferroviario.
Più auto, più traffico
Toigo denuncia anche l’effetto domino di una rete ferroviaria carente: «Non possiamo lamentarci se, per questi disservizi, sempre più persone scelgono l’auto, causando ingorghi e costringendo i Comuni a elaborare piani per gestire il traffico. È tempo di dire basta e di pretendere soluzioni concrete».
Una richiesta di cambiamento
Il segretario della Uil Veneto chiede interventi immediati per migliorare il trasporto pubblico e garantire una vita più serena ai residenti delle Dolomiti: «Questi problemi non possono restare inascoltati. È il momento di passare dalle denunce alle soluzioni».




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