Le chiavi della Porta Santa e della vita: una mostra tematica a Feltre

Redazione | 27 dicembre 2024 alle 23:52 | 0 commenti

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Natale, oltre a essere un periodo di festa, è anche un’occasione di riflessione. Quest’anno, l’invito di Aldo Bertelle e della Cooperativa Arcobaleno ’86 è quello di soffermarsi sul significato simbolico della chiave, un oggetto quotidiano che ci permette non solo di aprire porte fisiche, ma anche di aprire il nostro cuore all’ascolto e alla comprensione dell’altro.

La chiave è anche il simbolo dell’apertura della Porta Santa, legata al Giubileo ufficialmente iniziato durante la notte di Natale appena trascorsa.

La mostra, inaugurata domenica 15 dicembre, si è svolta alla presenza del vescovo di Belluno-Feltre, monsignor Renato Marangoni. I visitatori vengono accolti all’ingresso dello spazio espositivo da una porta simbolica, disegnata dal maestro Vico Calabrò, direttore artistico della Comunità Villa San Francesco, che ha anche realizzato le cartoline ricordo dell’evento.

140 chiavi, 30 Paesi, mille storie

Sono circa 140 le chiavi esposte, provenienti da oltre 30 Paesi nel mondo, realizzate in materiali diversi, come carta, legno, metallo e ceramica. Tra queste, spicca uno stampo originale della metallurgica di Cibiana, un omaggio alla tradizione del paese cadorino nella produzione di chiavi.

Ogni chiave racconta una storia: esperienze di lavoro, sofferenza, emigrazione, speranza, fede e solidarietà. Tra i contributi più toccanti ci sono quelli legati al mondo dell’emigrazione, come le chiavi inviate dai pedavenesi emigrati a San Gallo, in Svizzera, e in Germania.

Significativa è anche la partecipazione della città di Siderópolis, anticamente chiamata Nova Belluno, nello Stato di Santa Catarina in Brasile, che ha donato la grande chiave simbolo della città. Questo gesto rappresenta la fratellanza tra due popoli, lontani geograficamente ma uniti da un’amicizia profonda e da valori comuni.

Le chiavi della memoria e della speranza

Tra gli oggetti più simbolici, spicca la chiave donata dal sindaco di Longarone, Roberto Padrin. Appartenuta a una casa distrutta durante la tragica notte del 9 ottobre 1963, questa chiave è stata recuperata dai soccorritori dopo il disastro del Vajont.

Un altro pezzo di rilievo è la chiave di Palazzo Montecitorio, inviata dal Presidente della Camera dei Deputati, Lorenzo Fontana. Nella lettera di accompagnamento, Fontana ha sottolineato l’importanza dell’apertura delle istituzioni democratiche verso i cittadini, incoraggiandoli a una partecipazione attiva alla vita politica e civile.

Un invito alla riflessione personale

Al termine della visita, i partecipanti sono invitati a scegliere una chiave tra quelle esposte, quella che li ha colpiti di più, come simbolo di apertura verso la propria vita e il futuro.

La mostra è un’occasione per riflettere su valori universali come la solidarietà, la speranza e la fratellanza, attraverso un oggetto che è allo stesso tempo semplice e carico di significato.

Luisa Carniel

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