L’ultimo bollettino socio-economico della Regione Veneto offre un quadro dettagliato dell’andamento economico e sociale della regione, evidenziando le principali tendenze per il 2024 e le prospettive per il 2025. Attraverso l’analisi di vari indicatori, emergono segnali contrastanti che mostrano una crescita moderata in alcuni settori e difficoltà in altri.
Crescita economica moderata con segnali di stabilizzazione per il 2025
Secondo le stime di Prometeia, il PIL del Veneto ha registrato un incremento dello 0,5% nel 2024, in linea con il dato nazionale. Per il 2025 si prevede un leggero miglioramento con un +0,6%, segnalando una possibile stabilizzazione economica. Il rallentamento della crescita riflette una dinamica moderata dei consumi delle famiglie, che hanno registrato un aumento dello 0,5% nel 2024 e una previsione di crescita dell’1% nel 2025. Gli investimenti fissi lordi hanno registrato un aumento dello 0,4% nel 2024, ma si prevede una contrazione dello 0,5% nel 2025, riflettendo un clima di incertezza tra gli imprenditori.
Inflazione stabile, ma con differenze tra i settori di spesa
Dopo il picco di inflazione del 2022, nel 2024 il tasso di inflazione si è attestato all’1,3% in Veneto, leggermente superiore al dato nazionale dell’1,0%. I prezzi al consumo hanno mostrato stabilità nella prima metà dell’anno, con una lieve accelerazione nei mesi successivi. Le maggiori decelerazioni si sono registrate nel settore abitativo, che ha visto un calo dei prezzi del -5,9%, mentre i prodotti alimentari hanno mostrato un incremento più contenuto rispetto al 2023, attestandosi a +2,7%. L’andamento dei prezzi suggerisce una tendenza alla stabilizzazione, ma con differenze significative tra le diverse categorie di spesa.
Settore imprenditoriale in difficoltà con una riduzione del numero di imprese
Il numero di imprese attive in Veneto è diminuito dello 0,9% nel quarto trimestre del 2024 rispetto allo stesso periodo del 2023. Nonostante la crescita delle società di capitali (+3,3%), il calo delle società di persone (-3,4%) e delle ditte individuali (-1,8%) ha determinato una riduzione complessiva. I settori più colpiti sono stati l’agricoltura e l’industria, che hanno subito cali significativi a causa della riduzione della domanda e dell’aumento dei costi di produzione. Al contrario, il comparto finanziario ha registrato una crescita del 4,1%, grazie a una maggiore domanda di servizi di consulenza e investimento.
Commercio estero: calo delle esportazioni dovuto all’incertezza globale
L’interscambio commerciale del Veneto ha subito una flessione nei primi nove mesi del 2024. L’export è diminuito del 2,6%, registrando una perdita di 1,6 miliardi di euro rispetto al 2023, a fronte di un calo medio nazionale dello 0,7%. In particolare, le esportazioni verso la Germania sono diminuite del 6,7%, mentre il comparto agroalimentare ha registrato un aumento del 4,6%, trainato dal settore vitivinicolo (+8,2%). Le tensioni geopolitiche e le difficoltà logistiche hanno inciso negativamente sul commercio internazionale, influenzando la performance delle aziende venete.
Turismo in crescita grazie all’aumento della domanda internazionale
Nel 2024 il settore turistico veneto ha registrato un aumento del 2% negli arrivi e del 2,1% nelle presenze fino a novembre. L’incremento è stato sostenuto in particolare dal comparto extralberghiero (+3,7%), che ha beneficiato della crescente domanda di soggiorni alternativi rispetto agli hotel tradizionali. Le città d’arte, il lago, la montagna e le località balneari hanno attratto più visitatori, grazie anche a un aumento della clientela internazionale. Tuttavia, le terme hanno registrato un calo di presenze, probabilmente dovuto a una minore domanda interna.
Mercato del lavoro solido con un tasso di occupazione in crescita
L’occupazione in Veneto si mantiene su livelli elevati. Nel terzo trimestre del 2024 la popolazione occupata è aumentata del 2% rispetto allo stesso periodo del 2023. Il tasso di occupazione regionale ha raggiunto il 70,6%, superiore alla media nazionale del 62,6%. Il tasso di disoccupazione è sceso al 2,7%, segnalando una forte domanda di lavoro, soprattutto nei settori del turismo e dei servizi. Tuttavia, il mercato del lavoro mostra alcune criticità legate alla carenza di manodopera qualificata in alcuni comparti.
Sostenibilità ambientale e gestione avanzata dei rifiuti
La gestione dei rifiuti in Veneto continua a migliorare. La raccolta differenziata ha raggiunto il 77,6% nel 2023, con picchi oltre l’85% nelle province di Treviso e Belluno. Il tasso di riciclo dei materiali è salito al 69,2%, superando l’obiettivo UE del 65% per il 2035. Le politiche regionali per la sostenibilità hanno contribuito a migliorare la gestione dei rifiuti e a ridurre l’impatto ambientale, rendendo il Veneto una delle regioni più virtuose d’Italia in questo settore.
Conclusioni: un’economia in equilibrio tra crescita e sfide
L’economia del Veneto mostra segnali contrastanti: da un lato, il turismo e il mercato del lavoro rimangono solidi, dall’altro, l’industria e il commercio estero affrontano difficoltà. La crescita economica rimane moderata, con prospettive di miglioramento nel 2025, ma con alcune incertezze legate al contesto globale e all’andamento dei consumi interni.




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