Secondo i dati del Censimento della Popolazione 2021 pubblicati dall’Istat, in Italia vivono oltre 2,5 milioni di famiglie con almeno un componente straniero (FACS), pari al 10% del totale delle famiglie residenti. Rispetto al 2011, si registra un incremento di circa 700mila unità (+38,3%), dovuto in particolare alla crescita delle famiglie unipersonali e dei nuclei con quattro o più componenti.
Composizione e distribuzione geografica delle famiglie
Le famiglie con stranieri si caratterizzano per una struttura diversificata: il 38% è costituito da famiglie unipersonali (961mila, +73,6% rispetto al 2011); il 27,3% comprende quattro o più componenti (690mila, +25,7%); il 18,3% è composto da due persone (463mila, +25,9%); il 16,3% è formato da tre componenti (412mila, +15,5%). Più della metà delle famiglie con stranieri risiede nel Nord Italia (63,2%), con una concentrazione maggiore nel Nord-ovest. In particolare, le famiglie unipersonali si trovano prevalentemente al Nord (53%), seguite dal Centro (27,5%) e dal Mezzogiorno (20%).
Tipologia familiare e stabilizzazione dei migranti
Le FACS sono per il 52,3% famiglie mononucleari, composte soprattutto da coppie con figli (27,9%) e nuclei monogenitore (13,4%), con una prevalenza di madri sole. Le coppie senza figli rappresentano l’11%. Dal 2011 al 2021, le famiglie unipersonali sono aumentate del 73,6%, mentre le coppie senza figli sono cresciute dell’8,4% e quelle con figli solo del 2,5%. Tuttavia, il numero di famiglie con prole è aumentato complessivamente di 201mila unità (+24%), grazie soprattutto ai nuclei monogenitore, cresciuti di 184mila unità (+29%). L’aumento delle famiglie numerose indica un processo di stabilizzazione dei migranti, che nel tempo tendono a costituire nuclei familiari consolidati. Tuttavia, la crescita delle famiglie unipersonali suggerisce la persistenza di una fase di assestamento migratorio, legata a contesti di precarietà o a migrazioni individuali.
Famiglie miste e interamente straniere
Le famiglie miste (con componenti italiani e stranieri) rappresentano il 28,3% delle FACS, con una prevalenza di nuclei numerosi: il 45,1% ha quattro o più componenti, il 28,4% ha due persone e il 26,5% ne ha tre. Tra le coppie miste, gli uomini italiani hanno come partner soprattutto donne provenienti da Romania (16%), Ucraina (8,3%) e Marocco (6,5%), mentre le donne italiane scelgono più frequentemente partner albanesi (13,3%), marocchini (11,7%) e romeni (7,6%). Le famiglie interamente straniere ammontano a circa 1,8 milioni (72% delle FACS). Di queste, oltre il 50% è composto da famiglie unipersonali, mentre solo il 20,3% ha quattro o più componenti.
Profilo demografico della persona di riferimento
In circa il 20% delle famiglie con stranieri, la persona di riferimento è di cittadinanza italiana: il 14,7% lo è dalla nascita, mentre il 6% è costituito da nuovi italiani (cittadini acquisiti), soprattutto nelle famiglie con quattro o più componenti (15%). La componente italiana è più presente nel Nord Italia (75%) e nel Centro (20%). La maggior parte delle persone di riferimento è di nazionalità straniera (80%), con una quota minima nata in Italia, generalmente giovane. La distribuzione per età mostra che le famiglie più numerose hanno referenti di età più avanzata, a conferma di un progetto migratorio più consolidato.
Differenze di genere e composizione per nazionalità
Sebbene la presenza straniera in Italia sia leggermente a maggioranza femminile (51,2%), tra le persone di riferimento prevalgono gli uomini (63%). La predominanza maschile è più evidente tra le collettività provenienti da paesi con una migrazione prevalentemente maschile, come Egitto, Bangladesh e Pakistan, mentre per nazionalità come Ucraina e Moldova, a prevalenza femminile, le donne rappresentano la maggioranza delle persone di riferimento. Tra le famiglie unipersonali, il 25% è costituito da giovani sotto i 34 anni, mentre il 46% appartiene alla fascia 35-54 anni. Nelle famiglie con due o più componenti, oltre il 50% delle persone di riferimento ha tra i 35 e i 54 anni, raggiungendo il 70% nei nuclei con quattro o più componenti.
Differenze tra collettività nazionali
L’analisi delle famiglie interamente straniere rivela differenze significative in base alla nazionalità. La Romania rappresenta il 24% delle famiglie straniere, con prevalenza di famiglie unipersonali (50%), seguite dalle coppie (35%) e dai nuclei monogenitore (16%). L’Albania registra una percentuale più bassa di famiglie unipersonali (26,1%) e una maggiore presenza di coppie con figli (42,4%). L’Ucraina si distingue per la prevalenza di famiglie unipersonali (oltre il 75%), mentre le coppie rappresentano solo il 12%. Il Marocco e l’India mostrano una distribuzione simile, con circa il 40% di famiglie unipersonali e un altro 40% di coppie, di cui oltre un terzo con figli. Nel Bangladesh, in Pakistan e in Egitto, circa i due terzi delle famiglie sono unipersonali, mentre le coppie con figli variano tra il 21% e il 29%, con una quota di nuclei monogenitore tra l’8% e il 10%. La comunità cinese registra il 40% di famiglie unipersonali e il 35% di coppie, con una quota di nuclei monogenitore tra le più alte (oltre il 20%). Tra le Filippine, si osserva un equilibrio tra famiglie unipersonali (42%) e coppie (38%), con una prevalenza di madri sole nei nuclei monogenitore (17%).
Conclusioni
I dati del Censimento Istat 2021 evidenziano l’evoluzione delle famiglie con stranieri in Italia, caratterizzata da una crescente presenza di famiglie unipersonali e da una stabilizzazione dei nuclei con figli. La distribuzione geografica, le differenze di genere e le caratteristiche demografiche delle persone di riferimento riflettono la diversità dei percorsi migratori e l’integrazione delle comunità straniere nel tessuto sociale italiano. Per ulteriori dettagli, è possibile consultare il report completo pubblicato dall’Istat.
Marco Crepaz




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