Il Nuovo Testamento di don GioBatta Luciani: una reliquia per la Cattedrale di Belluno

Redazione | 06 febbraio 2025 alle 08:23 | 0 commenti

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Un semplice volumetto del Nuovo Testamento, tramandato di generazione in generazione, è divenuto oggi una preziosa reliquia per la Cattedrale di Belluno. Il piccolo libro, appartenuto a don Giovanni Battista Luciani (1819-1881), bisnonno paterno del beato Albino Luciani, ha attraversato tre secoli di storia ed è stato recentemente collocato sotto il nuovo altare della Cattedrale.

Don GioBatta Luciani: un prete, un patriota

«Questa edizione tascabile del Nuovo Testamento fu di don GioBatta Luciani, professore di latino e greco al Seminario di Belluno». Figura di grande cultura, don GioBatta visse anni difficili, subendo la prigionia e il confino per le sue idee patriottiche. Come racconta don Davide Fiocco, «era stato arrestato dopo il 1848, condannato a detenzione nella fortezza di Legnago e poi a domicilio coatto in Verona nella parrocchia di Santa Eufemia».

Fu proprio in quegli anni di esilio, tra 1853 e 1865, che acquistò il Nuovo Testamento in latino, il medesimo libro che oggi torna alla sua terra natale come simbolo di fede e memoria storica.

Dal patriota Luciani al futuro papa

Dopo la morte di don GioBatta, il libretto rimase in famiglia e, come racconta Edoardo Luciani, fratello di Albino, «i parenti Luciani lo avevano regalato a mio fratello quand’era studente e lui vi appose (come si vede) il suo nome e cognome». Un oggetto semplice, che accompagnò il giovane Albino nel suo cammino spirituale e che, dopo la sua morte, divenne un dono speciale per un seminarista in occasione della sua ammissione al diaconato.

Ma la storia del piccolo libro non finisce qui.

Una reliquia sotto l’altare della Cattedrale

Oggi, quel volumetto è stato donato alla Cattedrale di Belluno come reliquia in onore di Giovanni Paolo I. «Pare quindi significativo che la reliquia posta sotto il nuovo altare della Cattedrale ricordi proprio Albino Luciani, il beato Giovanni Paolo I». Secondo la tradizione canonica, infatti, sotto ogni altare fisso devono essere custodite reliquie di santi o beati.

Poiché non era disponibile una reliquia di primo grado, questo antico testo evangelico diventa un simbolo ancora più forte: la fede e la parola di Dio che Albino Luciani seppe trasmettere con semplicità e profondità.

Un segno di continuità e devozione

Dal prete patriota dell’Ottocento al papa del Novecento, passando attraverso le mani di generazioni di credenti, il Nuovo Testamento di don GioBatta Luciani è oggi un ponte tra passato e presente, un testimone silenzioso di fede e un omaggio al beato Albino Luciani, figlio di questa terra e guida spirituale di intere generazioni.

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