Al via la mappatura delle esigenze abitative tra Cadore, Comelico e Valle del Boite
Favorire la permanenza e l’insediamento di lavoratori in contesti montani dove reperire un’abitazione risulta complesso rappresenta una delle sfide cruciali per la tenuta dei servizi pubblici locali. Per rispondere a questa problematica è stato avviato ufficialmente il progetto “TERRABITA – Rispondere ai bisogni abitativi”, finanziato nell’ambito del programma Interreg VI-A Italia-Austria 2021-2027 CLLD Dolomiti Live.
La fase operativa del programma è iniziata nei giorni scorsi con la somministrazione di un questionario rivolto al personale impiegato nei servizi di interesse collettivo — come la scuola e la sanità — attivo nei 18 Comuni compresi tra il Cadore centrale, il Comelico e la Valle del Boite.
L’indagine è finalizzata a raccogliere dati analitici sulle condizioni abitative attuali, sulle criticità riscontrate nella ricerca di un alloggio e sulle specifiche necessità di chi opera quotidianamente sul territorio.
Le fasi del progetto e il contributo accademico
L’invio del questionario costituisce soltanto il primo tassello di un piano d’azione strutturato. Successivamente alla fase di ricognizione, il programma prevede:
- La raccolta e l’analisi di buone pratiche già collaudate in altri contesti geografici;
- La mappatura del patrimonio immobiliare pubblico attualmente disponibile sul territorio;
- La valutazione di fattibilità per eventuali interventi di recupero e rifunzionalizzazione degli edifici;
- La condivisione finale dei risultati ottenuti e la sensibilizzazione delle comunità locali sul tema della residenzialità in montagna.
La realizzazione dell’indagine sociologica si avvale del supporto scientifico del professor Claudio Riva dell’Università degli Studi di Padova e della dottoressa Vittoria Benfatto, sociologa e ricercatrice presso l’Università della Valle d’Aosta.
Il partenariato transfrontaliero
TERRABITA si pone l’obiettivo di affrontare in modo sistemico la scarsità di offerte abitative nelle zone montane, contrastando il fenomeno dello spopolamento e creando presupposti stabili per attrarre e trattenere risorse umane nei servizi fondamentali.
L’iniziativa vede come soggetto capofila il GAL Alto Bellunese, affiancato da un partenariato transfrontaliero che comprende il GAL Regional Management Val Pusteria e il Regionsmanagement Osttirol di Lienz.




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