Dopo anni di stop forzato, i connazionali in terra belga sono tornati a riunirsi. Il presidente Romildo Gasperin racconta il valore della memoria e dell’impegno associativo.
Un momento di incontro nel segno dei ricordi, della memoria condivisa e del legame indissolubile con la propria terra d’origine. In occasione del suo consueto periodo di vacanza a Lentiai, Romildo Gasperin, dal 1989 alla guida della Famiglia Bellunese di Fléron, ha ripercorso le tappe del recente ritrovo sociale tenutosi in Belgio.
Il valore del ritrovo dopo la pandemia
L’incontro dei componenti del consiglio e dei soci si è svolto in un ristorante locale, segnando il primo appuntamento in presenza per il sodalizio dopo la pausa causata dalla pandemia. Un’occasione vissuta non per pianificare nuove iniziative, ma per il semplice e profondo desiderio di condividere del tempo insieme, rievocare il passato, ricordare gli amici scomparsi e ripercorrere i sacrifici affrontati negli anni.
Fondata nel 1977 da Renato Fistarol, la Famiglia Bellunese di Fléron rappresenta oggi l’unica realtà associativa bellunese ancora attiva in Belgio.
Integrazione e continuità associativa
Oltre a mantenere vive le radici venete, il gruppo ha saputo costruire nel tempo solidi rapporti di collaborazione con le altre rappresentanze regionali e nazionali presenti sul territorio belga, in particolare con le comunità dei trentini e degli sloveni.
L’impegno e la tenacia del presidente Gasperin nel preservare l’unità e la vitalità dell’associazione continuano a costituire un punto di riferimento fondamentale per la comunità dei bellunesi all’estero.
Sergio Cugnach




0 commenti