Iscrizione all’Aire. Sanzioni più pesanti per chi non adempie all’obbligo

Redazione | 01 gennaio 2025 alle 08:28 | 0 commenti

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Sanzioni più dure per chi non si iscrive all’Aire. La nuova Legge di bilancio prevede infatti un’inasprimento della “multa” per chi non ottempera all’obbligo di registrarsi all’Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero.
Da quest’anno, chi non certifica la propria residenza fuori dai confini nazionali può andare incontro a sanzioni che vanno dai duecento ai mille euro per ogni anno di mancata iscrizione. Stabiliti, inoltre, incentivi alle pubbliche amministrazioni per un maggior impegno nelle azioni di accertamento.

Va ricordato che l’iscrizione all’Aire, gratuita, è sempre stata obbligatoria – fin da quando l’Anagrafe è stata istituita nel 1988 – per i cittadini che fissano all’estero la dimora abituale e per coloro che già risiedono fuori dall’Italia, sia perché nati all’estero sia per successivo acquisto della cittadinanza italiana a qualsiasi titolo.
Non sono invece tenuti a registrarsi i cittadini che si recano all’estero per un periodo di tempo inferiore a un anno, i lavoratori stagionali, i dipendenti di ruolo dello Stato in servizio all’estero che siano notificati ai sensi delle Convenzioni di Vienna sulle relazioni diplomatiche e sulle relazioni consolari rispettivamente del 1961 e del 1963, e i militari italiani in servizio presso gli uffici e le strutture della Nato dislocate all’estero.

L’iscrizione all’Aire è effettuata a seguito di dichiarazione resa dall’interessato all’ufficio consolare competente per territorio entro novanta giorni dal trasferimento della residenza e comporta la contestuale cancellazione dall’Anagrafe della Popolazione Residente del Comune di provenienza.

L’iscrizione può anche avvenire d’ufficio, sulla base di informazioni di cui gli uffici consolari abbiano conoscenza in virtù dei dati in loro possesso.

A tal proposito, ha spiegato Gioacchino Di Vita, operatore Ital-UIL Germania e presidente del Comites Dortmund in un’intervista a “Il Mitte”, giornale online in lingua italiana con sede a Berlino: «Si fa obbligo, seppur teorico, alle amministrazioni pubbliche, anche estere, di comunicazione al Comune di iscrizione anagrafica e all’ufficio consolare competente, nel caso in cui esse acquisiscano, nell’esercizio delle loro funzioni, elementi “rilevanti” tali da indicare una residenza di fatto all’estero del cittadino italiano. Il Comune di iscrizione anagrafica dovrà comunicare all’Agenzia delle Entrate le informazioni ricevute, così da poter dare inizio a controlli di carattere tributario».
Sempre Di Vita, nell’approfondimento sulla questione pubblicato a inizio gennaio da “Il Mitte”, precisa: «L’accertamento e l’irrogazione delle sanzioni sono notificati, a pena di decadenza, entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui risulti il non adempimento o l’omissione dell’obbligo anagrafico o della comunicazione di residenza». E aggiunge: «Si possono sanzionare al massimo cinque anni “irregolari”».

Pertanto, se una persona che ha lasciato l’Italia nel 2016 e non si è iscritta all’Aire viene dichiarata inadempiente quest’anno, la sanzione è valida solo per i cinque anni precedenti a quello in cui emerge l’irregolarità e non si estende all’intero periodo.
Un’ulteriore sottolineatura portata dal presidente del Comites Dortmund riguarda i minori: anch’essi sono sanzionabili e in questo caso la responsabilità ricade sui genitori.

Simone Tormen

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