Ridon de gusto

Gioachino Bratti | 09 settembre 2026 alle 12:26 | 0 commenti

Tempo di lettura: < 1 minuto
0:00 0:00

Vai subito al punto

Ottieni un riassunto chiaro dell’articolo con ChatGPT.

Riassumi con ChatGPT
Condividi con un amico:

Me son trovà ‘na olta, de not, co la machina, co la nebia che no te vedéa gnént. Apena che ho vist le luci da drio de ‘na machina davanti de mi, no l’ho pì molada. A ‘n zerto punto, però, quel davanti al frena improvisamente. Quasi l’ho inculà. Son saltà dó e g’ho domandà se questa l’é la maniera de frenar.
“Al varde”, al m’ha rispondest, “che mi son rivà a casa méa e son dentro al me gàrass!”.

Tonìn al va co so pare al parco. I incrosa an sior, che Tonin saluda gentilmente. Al pare se meravéia:
“Tonin, conossetu quel òn là?”.
“Si, sì”, fa Tonin, a l’ é un de l’ambiente. Al gnen da la mama ‘na olta o doi la setimana, e l domanda senpre se l’aria la é neta!”.

0 commenti

Invia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Ultimi articoli pubblicati

Gli scòti

Un articolo del 1911 della Rivista italiana d’arte culinaria descriveva gli “scòti”, venditori ambulanti di castagne e pere cotte originari della Val di Zoldo che d’inverno animavano Milano. Questa comunità di lavoratori stagionali viveva di grandi sacrifici tra una clientela affezionata di ragazzi e un profondo legame con la città, alternando i mesi milanesi a periodi di lavoro boschivo all’estero.

Notizie correlate

Nessun risultato

La pagina richiesta non è stata trovata. Affina la tua ricerca, o utilizza la barra di navigazione qui sopra per trovare il post.

Nessun risultato

La pagina richiesta non è stata trovata. Affina la tua ricerca, o utilizza la barra di navigazione qui sopra per trovare il post.

Nessun risultato

La pagina richiesta non è stata trovata. Affina la tua ricerca, o utilizza la barra di navigazione qui sopra per trovare il post.