Montagna, dalla Regione Veneto 1,4 milioni per le malghe: al via i bandi del progetto Melken

Redazione | 31 luglio 2026 alle 21:42 | 0 commenti

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La Giunta regionale del Veneto ha approvato l’accordo di collaborazione con Avepa per l’avvio operativo del progetto Melken, destinando 1,4 milioni di euro ai proprietari pubblici e privati di malghe attive sul territorio alpino e prealpino. La misura, inserita all’interno di un investimento complessivo di 2,27 milioni di euro finanziato dal Fondo Sviluppo e Coesione 2021-2027, punta a sostenere il lavoro degli allevatori in quota e a contrastare lo spopolamento delle aree montane.

Le risorse stanziate sono suddivise in due distinte linee di intervento: 400.000 euro sono riservati ai soggetti pubblici per l’attuazione di nuovi metodi di prevenzione delle predazioni da lupo, mentre 1 milione di euro è destinato ai proprietari privati per l’installazione di recinzioni elettrificate e lo studio delle dinamiche di pascolamento e di attacco dei predatori.

I finanziamenti consentiranno di realizzare interventi infrastrutturali e tecnologici nelle strutture di montagazione, tra cui l’adeguamento dei ricoveri per pastori e malghesi, l’installazione di impianti fotovoltaici, il potenziamento delle reti idriche, l’acquisto di macchinari per la lavorazione lattiero-casearia e la dotazione di sistemi di protezione per il bestiame. La gestione dell’intero iter procedurale dei bandi — dall’istruttoria delle domande fino alla liquidazione dei contributi — farà capo ad Avepa.

Sviluppato in collaborazione scientifica con l’Università di Padova, il progetto Melken applica sul piano operativo gli esiti delle ricerche condotte sulle tecniche di prevenzione e sulla tutela del patrimonio alpeggiativo veneto.

«Le malghe rappresentano un presidio insostituibile contro l’abbandono della montagna e costituiscono un patrimonio identitario del Veneto», ha dichiarato l’assessore regionale alle Politiche per la Montagna e Gestione Faunistica, Dario Bond. «L’obiettivo è rafforzare la presenza stabile dell’uomo in quota, rendendo le strutture più sicure, efficienti e sostenibili sotto il profilo economico, ambientale e culturale».

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