Buzzati 120. Il ritorno dei “Miracoli” nel cuore della Valbelluna

Irene Savaris | 10 giugno 2026 alle 16:22 | 0 commenti

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In occasione del 120° anniversario della nascita del giornalista, scrittore e artista Dino Buzzati, non potevano mancare eventi promossi dall’Associazione internazionale che porta il suo nome, di cui ci parla il presidente della stessa, il dottor Marco Perale. Sono passati trent’anni dalla prima edizione della rivista “Studi buzzatiani”, la quale viene pubblicata annualmente. Essa, nel 2022, ha ricevuto un grande riconoscimento: è stata inserita nella fascia massima delle riviste scientifiche italiane, la Fascia A.

Dottor Perale, come verrà ricordato questo anniversario? Il primo progetto che abbiamo in cantiere è intitolato “La rete dei miracoli”. L’idea è quella di riunire tutti i Comuni che vengono citati da Buzzati nel libro “I miracoli di Valmorel”, pubblicato nel 1971. In collaborazione con il Comune di Limana, abbiamo trovato un finanziamento della Camera di commercio Treviso-Belluno e, nei mesi scorsi, abbiamo organizzato due miniconvegni. In febbraio, durante le Olimpiadi invernali Cortina-Milano, abbiamo organizzato “Buzzati, la neve e le olimpiadi” e a marzo, a Treviso, con la Fondazione Bepi Mazzotti, “Buzzati e il cibo”.

Nei prossimi mesi ci saranno altre iniziative. Quali? Adesso lanciamo “La rete dei miracoli” con una cartina e una guida che raccontano tutte le tappe dei 39 miracoli. Il fulcro, ovviamente, è Valmorel. Esiste già un sentiero, il quale però è incompleto e non rappresenta effettivamente lo scrittore, in quanto si ferma al capitello dedicato a Santa Rita, che fu la prima opera, realizzata nel 1973. Dal capitello partirà, quindi, un nuovo percorso di 4 km che porterà alla piazza di Valmorel, attraverso trentanove tappe, ciascuna con la riproduzione di un miracolo.

Da quando sarà aperto al pubblico? Già prima dell’estate ci sarà la possibilità di percorrere il sentiero, muniti di cartina e guida, reperibili in ciascuno dei Comuni che ricordano i miracoli e che hanno aderito all’iniziativa; tra quelli che hanno già aderito vi sono i Comuni di Limana, Falcade, Ponte nelle Alpi e Sospirolo, ma ce ne sono anche in provincia di Treviso.

C’è un miracolo che colpisce particolarmente? “Le formiche mentali” è sicuramente un miracolo che colpisce. Tratta di un tipografo di Polpet tormentato da cattivi pensieri che si manifestavano sotto forma di formiche. Esasperato, chiese aiuto alla Santa, ottenne la grazia, fu lasciato in pace, e “poté accudire serenamente al suo lavoro, alla famiglia e al culto di Dio”.

Ci sono altre iniziative? Stiamo lavorando alla realizzazione di un convegno per l’autunno su “Buzzati e il Fascismo”, a conclusione di un percorso concordato con gli eredi di Buzzati, allo scopo di affrontare alcuni temi ritenuti “difficili” nella personalità di Dino Buzzati.

Di recente Valentina Morassutti, pronipote di Dino Buzzati, ha riaperto il “Il Granaio”, luogo dove Buzzati amava rifugiarsi durante le sue permanenze nella villa di famiglia al San Pellegrino, e dove hanno luogo incontri collegati all’eredità di Buzzati. Inoltre, esiste la Fondazione Dino Buzzati, seguita dalla famiglia. Ci saranno delle collaborazioni? La nostra associazione collabora con la Fondazione Dino Buzzati e con il Granaio. Insieme stiamo dando vita ad un organismo che finalmente potrà aggiornare il catalogo delle opere di Buzzati. Nel 2006 erano noti 210 quadri, ma da quella data sono emersi un’altra ventina di quadri, quindi serve un organismo che certifichi la loro autenticità. Eccetto due opere di proprietà pubblica, le altre sono tutte di privati. Neri Pozza, per esempio, ha lasciato l’opera di sua proprietà al Comune di Vicenza, ed è visitabile nel Palazzo Chiericato. L’altra la si può trovare in provincia di Belluno, nel municipio di Limana.

Come pensate di concludere l’anno buzzatiano? In ottobre, in occasione dei 120 anni dalla nascita è in cantiere un ricco programma che coinvolgerà tutte le associazioni che si occupano di Buzzati, con la Biblioteca civica di Belluno che farà da capofila. *

*Tra le associazioni coinvolte vi sarà anche l’Associazione Bellunesi nel Mondo la quale, come noto, ha intitolato a questo grande bellunese la propria Biblioteca. Inoltre, Dino Buzzati troverà uno spazio suo anche all’interno del costituendo MEV, Museo dell’emigrazione veneta, che avrà sede nei locali dell’Abm.

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