È entrato nel vivo il progetto culturale “I tre cantori della montagna: Buzzati, Mazzotti e Zanzotto tra fantastico, mistero e mito”, avviato a Santo Stefano di Cadore con un primo incontro dedicato ad Andrea Zanzotto, tra le voci più significative della poesia italiana del Novecento.
L’appuntamento, intitolato “Il paesaggio e la contrada: lo sguardo e la parola in Andrea Zanzotto”, si è svolto nella sala convegni della sede dell’Unione Montana e ha offerto al pubblico un’occasione di approfondimento sul rapporto tra il poeta e il territorio cadorino.
Ad aprire l’incontro sono stati i saluti del sindaco di Santo Stefano di Cadore, Alfredo Comis, che ha annunciato la volontà dell’amministrazione comunale di dedicare ad Andrea Zanzotto la piazzetta sulla quale si affaccia l’affresco che lo raffigura. Un luogo che richiama anche il Sentiero Andrea Zanzotto, collegamento tra Santo Stefano e Costalissoio, e che testimonia il legame della famiglia del poeta con il territorio.
La scelta di Santo Stefano come sede del primo appuntamento è risultata particolarmente significativa per le profonde radici familiari che univano Zanzotto al Cadore. Pur essendo nato a Pieve di Soligo, il poeta mantenne infatti un rapporto costante con queste terre. Determinante fu la figura del padre Giovanni, pittore, decoratore e intellettuale antifascista, che contribuì alla sua formazione trasmettendogli l’amore per l’arte, una forte coscienza civile e una visione etica della cultura.
A ripercorrere questo legame è stato lo storico locale Guido Buzzo, che ha illustrato persone, luoghi e vicende che hanno accompagnato Zanzotto dall’infanzia fino agli ultimi anni della sua vita, evidenziando come Santo Stefano di Cadore e il territorio circostante siano rimasti un riferimento costante nella sua memoria e nella sua produzione poetica.
Particolarmente seguito anche l’intervento del professor Gian Mario Villalta, che ha proposto una riflessione sullo sguardo poetico di Zanzotto e sulla sua capacità di leggere il paesaggio come espressione di una cultura profonda. Nel corso dell’incontro è stato sottolineato come la contrada rappresenti il luogo in cui si costruiscono identità, relazioni e memoria collettiva, mentre il linguaggio assume il ruolo di elemento capace di tenere insieme esperienza, comunità e territorio.
Dalle relazioni è emerso come il rapporto tra paesaggio, identità e parola poetica costituisca una delle chiavi principali per comprendere l’opera di Andrea Zanzotto, autore che ha saputo trasformare luoghi e memorie in una riflessione di più ampio respiro sul rapporto tra uomo, linguaggio e ambiente.
L’incontro ha inaugurato il percorso culturale “I tre cantori della montagna”, progetto nato con l’obiettivo di valorizzare le figure di Dino Buzzati, Giuseppe Mazzotti e Andrea Zanzotto quali interpreti dell’identità montana e pedemontana, attraverso un itinerario culturale dedicato ai paesaggi, alle storie e agli immaginari delle terre venete e dolomitiche.




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