Il settore delle costruzioni in provincia di Belluno lancia un grido d’aiuto. Con una lettera urgente inviata a tutte le stazioni appaltanti del territorio, Ance Belluno denuncia un’esplosione dei costi senza precedenti che mette a rischio la tenuta dei contratti in essere e la realizzazione delle opere pubbliche, comprese quelle strategiche legate al PNRR.
Costi fuori controllo: la fotografia del rincaro
Il quadro delineato dall’Associazione dei costruttori è critico. In poche settimane, i prezzi dei materiali fondamentali per l’edilizia e le infrastrutture hanno subito impennate che superano ampiamente il normale rischio d’impresa.
I numeri riportati da Ance Belluno sono emblematici:
- Bitume: rincaro del 56%, passato da 410 a 638 euro a tonnellata.
- Gasolio industriale: aumento del 28%, con un prezzo salito da 1,37 a 1,76 euro al litro.
- Ferro e acciaio: incrementi fino al 20%.
- Energia: il Brent è cresciuto del 40-50% e il gas naturale ad Amsterdam ha segnato picchi del 40%.
“I conti non tornano più”, afferma il presidente di Ance Belluno, Paolo De Cian (nella foto). “Molti contratti pubblici sono stati stipulati quando i prezzi erano radicalmente diversi. Oggi siamo oltre la soglia di sostenibilità”.
Il fattore territorio: le difficoltà specifiche della montagna
La provincia di Belluno risulta particolarmente vulnerabile a questa crisi. In un contesto alpino, i trasporti su gomma rappresentano l’unica opzione per raggiungere i cantieri in quota. Il caro gasolio, dunque, incide in modo proporzionalmente maggiore rispetto alle zone di pianura. Inoltre, con la stagione delle asfaltature alle porte, l’impennata del prezzo del bitume rischia di bloccare le manutenzioni essenziali su centinaia di chilometri di strade provinciali e comunali.
L’appello di Confindustria: “Serve un sistema territoriale”
A sostegno del comparto edile interviene anche Lorraine Berton, presidente di Confindustria Belluno Dolomiti: “Serve un salvagente istituzionale. La politica deve responsabilizzarsi e muoversi con tempestività per evitare una recessione. Il territorio deve fare sistema per non lasciare sole le imprese”.
Le soluzioni proposte: rinegoziazione e tavoli tecnici
Per evitare il blocco dei cantieri e l’aumento dei contenziosi, Ance Belluno propone tre linee d’azione immediate:
- Valutazione tempestiva delle segnalazioni di aumento costi presentate dalle imprese.
- Istituzione di tavoli tecnici territoriali per coordinare la gestione delle criticità in modo uniforme.
- Rinegoziazione dei contratti: attivazione di percorsi di riequilibrio contrattuale, strumenti già previsti dalla normativa vigente e rafforzati dalla legge di bilancio.
Il rischio maggiore riguarda le scadenze del PNRR, che per loro natura non sono negoziabili. “Ogni settimana di inerzia – conclude De Cian – equivale a una perdita secca per le imprese che il settore non può più reggere”.



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