Una tragedia silenziosa e troppo spesso dimenticata. È quella della silicosi, malattia professionale che nella storia recente ha provocato la morte di oltre diecimila bellunesi, molti dei quali originari del Cadore.
Un bilancio drammatico, definito una vera e propria strage legata alle condizioni di lavoro in cave, miniere e gallerie, dove per anni migliaia di operai hanno respirato polveri di silice.
Per riportare l’attenzione su questa pagina dolorosa della storia locale e sensibilizzare anche sulle conseguenze ancora attuali della malattia, il Circolo cadorino delle Acli, il Consiglio Pastorale Interparrocchiale di Pieve di Cadore e l’Associazione Bellunesi nel Mondo organizzano un incontro informativo aperto al pubblico.
Appuntamento giovedì 23 aprile, alle 20:30, all’auditorium parrocchiale “Oasi” di Pieve di Cadore. Al centro della serata ci sarà la presentazione della ricerca del giornalista e docente Egidio Pasuch, autore del libro “Silicosi. L’olocausto dimenticato della montagna veneta” (Bellunesi nel mondo Edizioni), opera frutto di anni di ricerche e approfondimenti.
Oltre a Pasuch interverrà lo pneumologo Stefano Nardini, che offrirà un inquadramento medico della silicosi, illustrandone le caratteristiche cliniche e le modalità di sviluppo. Un focus particolare sarà dedicato ai lavoratori bellunesi emigrati nelle miniere del Belgio, ma anche a coloro che operarono nella costruzione delle gallerie legate allo sviluppo idroelettrico della provincia.




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