Le principali sigle di rappresentanza economica del territorio bellunese hanno lanciato un appello congiunto per scongiurare l’ipotesi di chiusura del Palazzo di Giustizia di Belluno. Appia CNA, Confcommercio, Confindustria, Confagricoltura e Coldiretti sottolineano come il tribunale rappresenti un presidio fondamentale per la tenuta dei servizi e la crescita delle imprese nelle aree montane.
Un punto di riferimento per l’economia locale
Secondo le associazioni, la presenza di una struttura giudiziaria vicina al territorio è un elemento centrale per la specificità dell’economia locale. La centralizzazione dei servizi verso i tribunali di pianura comporterebbe, oltre a una perdita di prossimità, un drastico aumento dei costi logistici e di spostamento per cittadini e aziende.
Il mantenimento della sede di Belluno viene indicato come una condizione necessaria per dare pieno compimento alla “specificità montana” riconosciuta dalle normative regionali e nazionali.
La gestione del personale e la nuova Legge sulla montagna
Le associazioni riconoscono l’oggettiva carenza di organico che affligge attualmente il Palazzo di Giustizia. Tuttavia, l’appello evidenzia come la recente Legge sulla montagna, approvata dal Governo nazionale, offra strumenti concreti per risolvere questa criticità.
La norma prevede infatti:
- Agevolazioni e incentivi per le procedure di acquisizione di personale in mobilità.
- Percorsi preferenziali per il rafforzamento degli organici specificamente nei tribunali delle aree montane.
L’appello alle istituzioni
Le categorie economiche hanno rivolto un invito diretto ai rappresentanti politici e istituzionali bellunesi affinché intervengano in ogni sede opportuna per garantire il rilancio della struttura. La richiesta non è solo quella di evitare la chiusura, ma di trasformare il tribunale in una realtà efficiente, capace di sfruttare le nuove possibilità di crescita offerte dal quadro legislativo vigente.



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